
Reggio Calabria, la più meridionale delle provincie calabresi, si stende tra l'Aspromonte e lo stretto di Messina. Dopo il terremoto del 1908 che la rase al suolo, fu ricostruita con pianta a scacchiera e lunghi viali che si snodano paralleli alla costa. Perfetto esempio della ricostruzione è Villa Genoese Zerbi, edificata nel 1925.
A Reggio Calabria, città del Mediterraneo, non mancano angoli che richiamano la sua storia millenaria.
Antico punto di passaggio delle rotte tra la Grecia e il Tirreno, Reggio Calabria fu fondata dai Calcidesi d'Eubea nel VII scolo a.C. con il nome di Reghion, passò sotto il dominio greco e romano e raggiunse il massimo splendore sotto le dominazioni bizantine, sveva, normanna, aragonese e angioina.
All'interno del Museo Archeologico si possono ammirare i famosi Bronzi di Riace, due statue bronzee alte quasi 2 metri, di provenienza greca o magnogreca o siceliota, risalenti al V secolo a.C. e ritrovate nel 1972 nei pressi di Riace (provincia di Reggio), in eccezionale stato di conservazione.
Il centro della città è delimitato dal lungomare e dai torrenti Annunziata e Calopinace, e proprio dal Lungomare Falcomatà si apre un ampio viale incorniciato da fiori e piante esotiche che serpeggia lungo la costa. Passeggiando sul Lungomare, ci si imbatte nei monumenti dedicati a reggini illustri come il monumento dedicato ai Caduti e si incontrano testimonianze delle dominazioni greche e romane. Come i resti delle mura greche risalenti al IV sec. a.C., facenti parte del sistema di mura difensive che correva lungo tutta la costa, e le Terme Romane, con una piscina dalla forma ellittica, un Caldarium, un pavimento a mosaico bianco e nero e varie reliquie decorative e statuarie.
In fondo al Lungomare Falcomatà si apre il giardino della Villa Comunale, creato nel 1984 come orto botanico per accogliere piante esotiche molto rare. L'edificio offre una spettacolare vista sullo stretto, e nelle giornate più limpide, lo sguardo abbraccia la silhouette di Messina mentre in quelle più calde e afose uno strano fenomeno ottico, chiamato Fata Morgana, farebbe fluttuare le case nell'aria.
Parallelo al mare si snoda anche Corso Garibaldi, arteria principale della città, animato e fitto di negozi, il cui perfetto incastro di vie e viuzze evidenzia il volto moderno di Reggio. Sul corso si affaccia il teatro Comunale Francesco Cilea, dedicato al grande musicista di Palmi e restituito dopo 18 anni alla città.
Su corso Garibaldi si affaccia anche il Duomo, l'edificio sacro più grande della regione, costruito in stile neo-romanico nel corso degli anni Trenta, con una maestosa facciata bianca decorata da archetti, tre portali e un rosone in perfetto stile romano e gotico, rivisitati secondo il gusto del primo Novecento.
L'interno a tre navate ospita opere d'arte di notevole valore artistico, tra cui il pulpito marmoreo di Francesco Jerace, la cappella dl Sacramento e un crocifisso ligneo del Settecento. Non distante dal Duomo si trova la Chiesa degli Ottimati, di origine medievale ma ricostruita nel XVIII secolo conservando le colonne e i pavimenti originari.
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