Ho scelto Selinunte e “tralasciato” Agrigento...
Dopo un primissimo momento di indecisione mi sono lasciata guidare dai consigli del mio compagno di viaggio che da settimane mi ripeteva "se proprio devi scegliere tra la valle dei templi di Agrigento, Segesta o Selinunte, vai a Selinunte e rimarrai a bocca aperta". Così ho fatto!

Sono passata da Agrigento, ho visto i templi da lontano, li ho fotografati e mi sono diretta verso Selinunte, nella parte meridionale della provincia di Trapani, nel comune di Castelvetrano.
Il paesaggio toglie il fiato, ci si ritrova fra due valli fluviali quella del Belice e del Modione. La prima sorpresa è stata scoprire, dalle didascalie, che mi trovavo nel parco archeologico più grande d’Europa, notizia che viene immediatamente supportata dalla maestosità e grandezza degli spazi che ci si trova ad ammirare entrando nel parco.
Il parco si estende per 1740 km quadrati che si arrestano a strapiombo sul mare, fattore geomorfologico che ne ha determinato la particolarissima fortificazione. Non sono un’esperta ma il ricordo delle sue mura di cinta è ancora vivido a distanza di mesi. Un altro ricordo chiarissimo è quello del Tempio di Zeus, sulle mappe spesso indicato come tempio G. Il tempio è completamente in rovina ma pare fosse alto circa 30 metri e le sue colonne imponenti oggi sono tutte completamente a terra quasi come una struttura di lego con tutti i mattoncini lì pronti ad essere ricostruiti. Una tale quantità di travertino che se non l’avessi vista con i mie occhi sarebbe stata difficile da immaginare. Le guide mi hanno spiegato che tutto quel marmo proveniva dalle Cave di Cusa, un luogo che anche sulle guide viene definito magico, il tempo lì sembra essersi fermato d’improvviso, le tracce delle estrazioni e i pezzi intatti di colonne costruiti sul posto e mai arrivati a Selinunte confermano che un devastante terremoto, spezzò d’improvviso la vita di questa città.

La zona archeologica di Selinunte è costituita dall' Acropoli, dalla Collina Orientale, dal pianoro di Contrada Manuzza, dal santuario della Malophoros e da due Necropoli (Manicalunga e Galera Bagliazzo). I templi per quel che ricordo sono più di otto.
Alla fine della mia passeggiata archeologica non ho resistito e la spiaggia di Castelvetrano, quasi deserta, mi ha sedotta e accolta. Vi assicuro che fare un bagno in quelle acque limpide, al tramonto, sovrastata da Templi e Necropoli mi ha regalato una sensazione unica…quasi un "bagno" nel tempo.
Che meraviglia la Sicilia!
Opinioni
Sicuramente deve essere stata un'emozione fortissima la vostra. Io ricordo ancora le sensazioni provate passando per quegli immensi blocchi e rocchi di pietra ammassati al suolo, così come il sisma li ha lasciati più di 2000 anni fa. Mi sembrava di impazzire vedendo così vicine quelle decorazioni che solitamente si trovano a decine di metri di altezza.
Una sensazione simile, di ammirazione e di impotenza difronte alla forza della natura, l'ho provata anche in un posto non molto lontano da lì, nella stessa valle del Belìce, a Gibellina, dove un altro terribile sisma, poco più di 40 anni fa, ha completamente distrutto l'antico abitato.
Ora, in quel luogo, tra le poche rovine degli abitati originali, c'è un'immensa opera d'arte, il Gretto di Burri, che ne ha fissato per sempre i vicoli e gli isolati delle abitazioni, come in un immensa sindone, un sudario, che ricorda il fondo di un torrente in secca, senza più vita.
Che emozioni la Sicilia...!
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