Esistono nel nostro Paese dei borghi incantevoli apparentemente dimenticati ma che riservano ai visitatori un'accoglienza calorosa e piacevoli sorprese.
Uno di questi è Pentidattilo o Pentedattilo, frazione di Melito Porto Salvo, uno dei luoghi più caratteristici della Bovesìa, l'Area Grecanica a sud della provincia di Reggio Calabria.
Pentedattilo si trova arroccato sulla rupe del Monte Calvario, posto a 250 metri sul livello del mare, e presenta la caratteristica forma di una mano con cinque dita, da cui deriva il suo nome in lingua greca: penta + daktylos = cinque dita. La lingua greca, parlata ancora oggi in questa zona, è una delle
principali tipicità, oggetto di studio e ricerca oltre che spunto per uno scambio culturale a tutela delle minoranze linguistiche storiche.
Fondato nel 640 a.C dai Calcidesi, Pentidattilo vanta una lunghissima storia e fu teatro di strane vicende che si sono susseguite negli anni e che portarono alla cosidetta "Strage degli Alberti", un intreccio politico-amoroso denso di mistero. I protagonisti furono i membri di due nobili famiglie: gli Alberti, marchesi di Pentedattilo, caduti brutalmente nel corso della strage e gli Abenavoli, baroni di Montebello Ionico nonchè ex feudatari di Pentidattilo.
La Strage degli Alberti, consumata all'interno del Castello del paese, ha dato origini a molte leggende, una di queste narra che la sera, durante i mesi più freddi, il vento che soffia tra le "dita" della montagna faccia echeggiare le urla del marchese Alberti ucciso; un'altra profetizza che la grande "mano" colpirà gli uomini assetati di sangue, per punirli della loro sete di vendetta.
Purtroppo ad oggi della grande mano di Pentidattilo restano solo alcune tracce.
Un terremoto nel 1783 l'ha infatti parzialmente distrutta lasciando visibili solo alcune dita, ciò nonostante questo luogo conserva la sua icona di suggestione e mistero, accentuata anche dall'isolamento urbano e dalle impervie vie di comunicazioni. Si pensi che il piccolo borgo - comune autonomo fino al 1811 - è stato raggiungibile esclusivamente a cavallo fino al 1950 e solo uno anno dopo si cominciò a costruire la strada carrozzabile. Oggi l'antico paese è abbandonato, tutti gli abitanti si sono trasferiti più a valle dando vita ad un nuovo piccolo centro. 
Ma in estate da borgo semideserto, diventa cuore di un evento di musica danza e spettacolo.
Pentedattilo è sede del "Paleariza" - "antica radice" in greco di calabria - festival itinerante etno-culturale-musicale ed evento cardine della cultura grecanica nel panorama internazionale. Il festival, che si svolge anche in altri paesi della provincia, richiama ogni anno un numero crescente di visitatori amanti della musica e delle tradizioni locali oltre che artisti del calibro di Noa, Hevia, Angelo Branduardi ed altri ancora. I centri interessati dal festival sono spesso piccoli borghi arroccati che si trasformano in mete animate di concerti di musica etnica e tarantelle e di prelibatezze culinarie.
Pentidattilo ospita tra l'altro tra agosto e settembre il Festival Internazionale di Cortometraggi, il "Pentedattilo Film Festival", che, come il Paleariza, rientra nelle attività di recupero e di promozione culturale di questi luoghi.
Quindi, per tutti quelli che stanno programmando una vacanza da queste parti, o per coloro che non hanno mai visitato la Calabria, il consiglio è di fare qualche chilometro in più (superando Reggio Calabria) e non perdere Pentidattilo perchè sarà una bellissima sorpresa.
Eccone un'anticipazione...
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