Corsica - Itinerari/Curiosità

Viaggio in Corsica con la moto
Pubblicato da gattomannaro oltre 4 anni fa

 

17 Agosto, ore 7:00

Dopo una falsa partenza da Roma la settimana prima, causata da un guasto al variatore della moto che ci ha costretti a rimandare di una settimana la partenza, sbarchiamo dal traghetto che dal porto di Civitavecchia ci ha portati a Porto Vecchio nel sud della Corsica. La moto che useremo per questo viaggio attraverso la Corsica è una Suzuki V-Strom 650.

 

La notte in traghetto non è stata molto riposante, decidiamo di cercare un campeggio vicino al mare e riposarci; la strada che ci porta fuori dalla città portuale è un misto di deserto e macchia mediterranea, colori bruciati e odori di legna secca e resina. Il vento laterale è fortissimo, al punto che ho difficoltà a tenere la moto nella giusta corsia. Il cielo è un bracere ardente, per fortuna abbiamo due bottiglie d'acqua.

Baie de Rondinara è una delle spiagge più famose della zona, quindi piantiamo la tenda al campeggio e ci godiamo la prima giornata di mare. La spiaggia si raggiunge dopo un breve tragitto su stradine inerpicate e consiste in un ferro di cavallo non molto grande, affollato, acqua limpidissima.

La sera al campeggio buchiamo il primo materassino e dormiano "al duro"; nei bagni scopriamo alcune particolarità poco simpatiche della Corsica che ci accompagneranno per tutto il viaggio: anche se in teoria sono distinti per genere, vengono utilizzati indifferentemente a seconda dei bisogni, inoltre molte coppie fanno la doccia insieme nell'uno e nell'altro bagno. 

Il giorno ci dirigiamo verso Bonifacio, una località molto famosa che si trova nell'estremo sud della Corsica; le vie cittadine sono molto pittoresche, per pranzo assaggiamo per la prima volta i famosi formaggi e salumi dell'isola.

BONIFACIO

La città è stata costruita a picco sul mare e le finestre dei palazzi più a sud affacciano direttamente sul mare

e a ovest il paesaggio è tutto scogliere 

Il giorno dopo decidiamo una escursione con battello che ci porta sulle Iles Lavezzi, un micro arcipelago di isolotti deserti famosi per la loro sabbia finissima come borotalco e per le acque turchesi. Non esistendo nessun tipo di struttura dobbiamo portarci acqua e panini in uno zaino. Aguzzando la vista si riesce a vedere la Sardegna! 

Il giro in battello prosegue attraverso calette e grotte marine, interessante ma io dopo un po' mi annoio, stare seduto sul battello mi da un senso di inattività!

Il giorno dopo risaliamo verso Nord, visitiamo gli splendidi paesini di Sartene e Cauria. Strade strette che curvano improvvisamente in angolini caratteristici, alte mura granitiche, architetture eleganti, ambienti cosi esotici e antichi che ci sentiamo trasportati in un'altra epoca e in altro spazio. Come tutti i paesini dell'interno l'atmoserfera è isolana, introversa, austera. Insomma se volete vedere dei pezzi di Corsica viva e reale, includete questi paesi nel vostro itinerario.

La costa occidentale è un eterno susseguirsi di curve, un paradiso per il motociclista! In effetti, a occhio, quasi un terzo dei turisti si muove in moto. Gli onnipresenti tedeschi come al solito sono organizzati meglio di tutti e riescono a portare figlio a seguito con un bel sidecar montato sulle moto! Inoltre scopriamo che da queste parti il saluto del mototurista è una cosa serissima, nessuno si esime e quindi anche noi allunghiamo la mano con l'indice puntato verso il basso quando incrociamo altri mototuristi. 

Tutta la costa occidentale è costellata da numerosi torri genovesi, alcune visitabili nell'interno.

TORRE GENOVESE

Il mio interesse per l'archeologia ci porta a visitare il sito neolitico di Filitosa, nell'interno. Il posto è una sorta di Stoneage corsa, con statue-menhir di origine megalitica impressionanti, costruite da una civiltà avanzata. Non è ancora chiaro quale fosse lo scopo di questi monoliti alti 2-3 metri, scolpiti per rappresentare volti umani o intere figure armate.

 

Il percorso prevede grotte di ogni genere, 

 

per giungere infine alla torre centrale con le sue sei piccole statue ed è considerato un capolavoro dell'arte megalitica.

 

A questo punto del viaggio, stanchi del mare e del caldo, smanubriamo decisamente verso l'interno dell'isola, in direzione della Vallé de La Restonica. Appena iniziamo a salire di latitudinele strade diventano ancor più strette e curveilinee, inoltre scopriamo un'altra caratteristica poco simpatica della Corsica: i guardareil non esistono in nessun punto, quindi le strettissime strade di montagna a picco sul mare non hanno nessuna protezione per le cadute! La moto è appesantita dal passeggero e dai bagagli, l'equilibrio alle basse velocità è difficile da mantenere, insomma percorso un po' stressante che però viene ripagato dai panorami mozzafiato. 

Altra caratteristica di queste strade corse di montagna è la presenza di animali quasi indifferenti alla presenza umana. Ad ogni incontro mando Romina a prendere contatto, voglio che superi la sua paura per gli animali. Incontriamo nell'ordine: mucche

 

poi asini, questo in particolare aveva appena scalciato, mettendo in fuga Romina...

 

e un piccolo branco di cinghialetti neri selvatici simpaticissimi

 

Chiediamo a una famiglia di crucchi di farci una foto, appena ci abbassiamo i cinghialetti ci assalgono e ciucciano le ginocchia di Romina che urla schifata!

 

e altri che non sono riuscito a fotografare; da segnalare un gregge di capre che occupa l'intera carreggiata, davanti a noi una macchina italiana non riuscendo a passare inizia a lampeggiare al gregge! :-/

Tra precipizi e animali feroci, arriviamo infine a Corte, città principale della regione, per poi spostarci ancora più in alto in piena Vallé de La Restonica. Il campeggio è affiancato da un fiume di acque gelide che ha origine dai ghiacciai perenni della montagna. I tedeschi fanno il bagno e io per non essere da meno mi tuffo

 

Romina riesce ad inzuppare solo i piedi

 

I dintorni sono molto belli, situazioni montane con piccole oasi d'acqua si susseguono. Il fiume ha scavato dei piccoli bacini nella roccia, riparo ideale per fare il bagno e limonare!

 

Il giorno seguente seguiamo un percorso di trekking che ci porta ad una altitudine di 1930 metri, attraverso un percorso ripidissimo e difficile. Per fortuna eravamo attrezzati con scarponi e bastoni telescopici in carbonio; una famiglia di tedeschi in infradito e neonati a cavacecio ci superano alla grande con un "Guten Morgen"!

Dopo ore di cammino arriviamo al lago glaciale Lac de Melu,

 

talmente freddo che stavolta neanche i tedeschi riescono ad entrare. Io mi tuffo, ma scopro che all'inizio il fondale è basso e i sassi molto aguzzi! 

 

Dopo qualche bracciata un cane pastore evidentemente pensa che mi trovi in pericolo e, tra le risate dei tedeschi a riva, mi riporta a forza verso la salvezza (se non mi tengo abbracciato a lui abbaia furiosamente)

 

Tornati a valle ci concediamo una merenda con formaggio caprino e birra in un antico caseificio-spaccio.

 

Torniamo verso la costa, visitiamo la città di Calvi che si allunga pigramente nella baia sotto l'occhio vigile della cittadella. E' il centro abitato corso più vicino alla costa francese e per diversi aspetti ricorda molto alcuni paesi della riviera francese, con la tradizione dei caffè, i ristoranti sul porto e una striscia di spiaggia sabbiosa. C'è molto da fare: esplorare i vicoli della cittadella, cenare in uno dei ristoranti che costellano il quai Landry, oziare sulla lunga spiaggia nella parte sud. 

 

Ma la forte presenza di turisti ci fa fuggire dopo pochissimo, direzione ancora nord!

Attraversiamo una delle strade panoramiche più stupefacenti d'Europa, nel mezzo delle Calanques. La strada passa attraverso le fantasmagoriche formazioni rocciose sopra il mare formando colonne contorte, torri e massi irregolari. Ispirano davvero rispetto e dovrebbero essere qualcosa da non perdere in ogni visita in Corsica.

 

Passiamo qualche giorno nel bellissimo campeggio di Porto. La posizione è incredibile; verso l'interno dell'insenatura, ripide scogliere rosa si gettano nelle acque turchesi mentre sopra il Golfe de Porto i dirupi e le scogliere delle Calanques e l'eccezionale natura selvaggia della riserva naturale di Scandola si stagliano all'orizzonte. 

Tappa seguente l'Ile Rousse, una sorta di Saint Tropez della Corsica. A piedi si raggiunge la Ile de la Pietra, di roccia rosa molto bella, collegata alla costa attraverso una stradina pedonale. Si oltrepassa una piccola torre di guardia genovese e un faro, dove la vista sula mare è spettacolare

 

A questo punto ci aspetta uno dei percorsi più avventurosi della vacanza: l'attraversamento del Désert De Agriates. Si tratta di una zona molto arida, con basse montagne gessose e di maquis cosi bruciato dal sole che anche la vegetazione sembra cristallizzata. Se fossimo a cavallo sembrerebbe di stare in un film di Sergio Leone!

Per fortuna fin dall'inizio del viaggio ho preso l'abitudine di riempire sempre il serbatoio ad ogni stazione di rifornimento, perché il percorso era completamente deserto, nessun segno umano o acqua, i telefoni non avevano campo. Arriviamo al primo distributore con la lancetta della benzina sul rosso e tiriamo un sospiro di sollievo…

Giungiamo al "dito" della Corsica, ovvero quella sorta di penisola che si protende in alto come un dito indice. Arrivare a Cap Corse e osservare dall'alto le coste Est ed Ovest dell'isola è un'esperienza da provare. Regione aspra e selvaggia, viene spesso definita l'isola nell'isola.

 

un vecchio mulino segna il punto esatto a metà tra le due coste

 

Il dito della Corsica è molto suggestivo, mare e montagna si intersecano 

 

Paesini di pescatori ci offrono l'occasione ideale per zuppe di pesce corse, che si alternano a paesini arroccati sulle alture

 

Passiamo gli ultimi giorni in un campeggio nei pressi di Bastia,

prima di imbarcarci nuovamente per Livorno. Una disavventura al momento dell'imbarco ci ha fatto quasi rimanere a terra: la batteria ha deciso di abbandonarmi e non c'è stato verso di convincere il capitano del traghetto a spingere la moto all'interno. Per fortuna un camperista di Trento aveva con sé i cavetti e in un modo o nell'altro siamo riusciti a far ripartire il motore!

Considerazioni finali: la Corsica è un'isola molto selvaggia, riservata agli amanti della natura (come noi) ma anche a chi vuole scoprire antichi e suggestivi paesini. Le strade sono meravigliose e per questo consiglio di viaggiare il più possibile, ovviamente in moto perché le due ruote regalano libertà e divertimento!

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Opinioni

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Buitre
 
21 Giugno 2010 11:19  

Buona la birra Pietra, e buoni tutti i dolci a base di castagne!
Le vostre foto mi sono molto familiari. Ricordi comuni.
Una cosa vorrei sottolineare, la Corsica è bella tutta.
Il suo interno, con catene montuose imponenti e lussureggianti che alimentano infiniti torrenti e rivi, non ha nulla da invidiare alla costa più incontaminata e meno affollata che io abbia mai visitato, in pieno agosto nel nostro Mediterraneo più vicino.
Cosa aggiungere...un paradiso anche per i nostri amici cani, ovunque ben accetti e rispettati.

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