L'idea di vacanza per me è associata al movimento. Per questo quando la mia amica Elena mi ha parlato di un'associazione, Jonas, che organizza viaggi in bicicletta mi sono subito entusiasmata. Così siamo partite alla volta di Copenaghen, senza nulla sapere dei dettagli relativi all'alloggio e ai compagni d'avventura che avremmo trovato "in situ". Soprattutto senza avere il minimo allenamento alla pedalata...Copenaghen ci piace, molto, fin dal primo tragitto in taxi verso il quartiere sconosciuto dove abbiamo appuntamento nella cosiddetta “casa madre”.

Foto di wonder69
Veniamo sbarcate in un luogo fatto di stradine ad angolo retto e casette con il tetto a punta. Al numero civico che ci è stato indicato, ci sono tracce di attività quotidiane e familiari, come scarpe di bambini ad asciugare fuori la porta. Proviamo a bussare, ed effettivamente viene ad aprirci la nostra futura guida, un ragazzo siciliano che vive a Copenaghen da qualche anno, non avendo di certo perso il suo evidente accento siculo.

Foto di Marionzetta
Ci accomodiamo in un salottino della casa, e mentre ci viene spiegato l'andamento della nostra settimana di vacanza, arrivano gli altri partecipanti. La prima impressione è strana, il gruppo è più che mai eterogeneo: tre coppie di sessantenni, una famiglia veneta con tre bambini tra i 3 e i 7 anni, una coppia di pugliesi, alcune persone venute singolarmente che durante la vacanza sveleranno la propria, spiccata, personalità. Con tutti saremo compagni di risate, al di là delle differenze d'età e provenienza, uniti dalla voglia di vivere un luogo in modo diverso dal solito. Ci trasferiamo poi nella casa che ci è stata assegnata dove ci accoglie un simpatico danese con barba bianca: un pittore ci dicono. La comunicazione, scarsa, avviene in inglese.
La nostra stanza è grandina, il bagno è in condivisione con il padrone di casa, che durante la settimana impariamo a conoscere come un'apparizione fugace e silenziosa. Di notte facciamo la conoscenza con un altro coinquilino, che purtroppo non riusciamo a vedere fino alla fine della nostra permanenza: un animaletto che si aggira sul cornicione ed ha probabilmente una tana sotto la nostra finestra.
La prima sera, dopo una cena a base di salmone (la cucina danese è ottima!) ci vengono affidate le bici con relativi lucchetti e lucine obbligatorie per muoversi a calar del sole. La parte difficile dell'avventura è:
1) numero uno, riuscire a non ribaltarsi: il freno si aziona quando si pedala all'indietro. E spesso succede di dimenticarlo...
2) L'altra difficoltà è tornare in sella il secondo giorno: il dolore è insopportabile!
3) Ultimo fattore di rischio: tenere sempre la destra sulle ciclabili, mai stare al centro. I danesi usano la bici come un mezzo di spostamento simile ad un motorino e raggiungono velocità incredibili, riuscendo anche a portare la spesa o mangiare una mela contemporaneamente.

Foto di CxOxS
Copenaghen è suddivisa in quartieri molto diversi tra loro, ma così vicini da poter essere percorsi senza problemi. Il nucleo più antico della città si trova lungo il canale Nyhvan, costeggiato da pittoresche facciate di abitazioni. La zona commerciale è lo “Strøget”, un'area pedonale piena di negozi, ristoranti e locali dove uscire la sera. Qui troviamo un simpatico pub dove si esibiscono ogni notte artisti diversi, blues e rock. La città è comunque il regno della musica elettronica, che rappresenta la colonna sonora di feste e discoteche ricavate in vecchie fabbriche.

Foto di arne.list
A Copenaghen è bello sedersi in un caffè all'aperto, assaporare la qualità della vita, evidente nella serenità degli sguardi dei danesi, bere una birra...Carlsberg ovviamente (la visita alla fabbrica è d'obbligo!). Di solito per un pranzo veloce i danesi mangiano gli “smørrebrød”: fette di pane ricoperte da ingredienti vari come maionese, salmone, uovo, insalata. Gustosi, ma non eccezionali. Un quartiere veramente molto carino a Copenaghen è Norrebro, vivace e multiculturale. Qui visitiamo il cimitero di Assitens Kirkegaard, dove si trova la tomba di Andersen; è strano vedere i danesi fare jogging tra le lapidi, ma in effetti questo cimitero viene usato dagli abitanti come un'area verde qualsiasi.

Foto di eekim
Dato che Copenaghen è una città che vive in simbiosi con il mare, non può mancare nel nostro programma una gita in bici lungo la costa. La giornata è splendida, ventosa ma con un bel sole caldo. C'è da dire che dal secondo giorno Elena ed io ci siamo attrezzate con pantaloni impermeabili da indossare durante gli improvvisi acquazzoni di cui ci ha dato subito prova Copenaghen. Comunque l'escursione avviene all'insegna del bel tempo, meta finale: il parco di Dyrehaven, una riserva naturale abitata da numerosi daini e cervi. Ed effettivamente se ne vedono tantissimi. Al ritorno molti prendono il treno, dove è normale salire in bicicletta ed esistono biglietti specifici, così come in metropolitana. Noi colte dall'entusiasmo decidiamo di tornare a casa pedalando: il tragitto è lungo e faticoso, con numerosi cedimenti, mentali e strutturali, ma il dolore dei primi giorni è passato.

Foto di bjaglin
Oltre alla visita del famoso quartiere-comunità di Cristiania, che mi è sembrato ormai un'attrazione turistica, ci dedichiamo a un itinerario architettonico attraverso nuovi quartieri in costruzione e il campus universitario. Qui tutto ci sorprende, soprattutto le grandissime vetrate e i grandi spazi verdi. Sembra di stare in un'altra dimensione...ma purtroppo il ritorno in patria è vicino. Difficile lasciare la nostra bici, alla quale siamo ormai affezionatissime, e soprattutto il modo di vivere più rilassato al quale ci siamo già abituate.

Foto di jaime.silva
Opinioni
Ciao Flavia, sono contenta che tu abbia pubblicato una delle mie foto di Copenaghen. Il tuo racconto di viaggio mi ha fatto tornare in mente tantissimi ricordi del periodo che ho trascorso nella capitale Danese. Copenaghen è davvero una città fantastica! :)
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