Sicilia - Itinerari/Curiosità

Etna:emozioni lunari a quota 3340
Pubblicato da msfaulty oltre un anno fa

3340 mt di altitudine, paesaggio lunare e un’accoglienza d’eccellenza, non può che partire da qui la mia descrizione dell’Etna, il vulcano o, come lo chiamano in Sicilia, il Mungibeddu, più alto d’Europa.
Partendo in camper da Zafferana Etnea arriviamo al Rifugio Sapienza, quota 1.910 intorno alle 16.00. E’ metà Agosto, dunque abbiamo ancora qualche ora di luce per guardarci intorno.

etna
Parcheggiamo il camper nell’area di sosta (non attrezzata è un semplice parcheggio) e iniziamo ad informarci sulle possibili escursioni da fare l’indomani mattina.  La nostra idea era arrivare al cratere centrale e così, confrontandoci con le guide, prenotiamo la nostra escursione. Nessun problema per l’attrezzatura perché compreso nel prezzo le guide escursionistiche forniscono scarponi, zaini e giacche a vento.
Trascorriamo le ultime ore di luce passeggiando sulle bocche dei crateri più vicini al nostro rifugio, non superando comunque  i 2000 mt di altezza. Il paesaggio è unico, pozzolana nera ovunque, crateri profondi e, cosa che non avrei mai immaginato, tanti; intorno al rifugio ne vedo almeno 10. Qui l’orizzonte sembra infinito, quasi senza limiti.
L’escursione termica col calare della sera, rispetto a Zafferana, si sente tutta, ci muniamo di pile e iniziamo a prepararci per la cena, una bella zuppa di legumi e, ovviamente per la prima volta, accensione del sistema del riscaldamento del camper.  Dal parcheggio godiamo di un panorama mozzafiato…mille lucine, da Zafferana fino a Catania e ancora più lontano fino al mare, puntellano la nostra prima notte sull’Etna.

valle del bove
La mattina, di buon ora, ci presentiamo all’appuntamento con le guide; il gruppo è composto da una trentina di persone. Il capo guida ci convoca tutti per dirci che l’escursione verso il cratere centrale è troppo pericolosa in quel giorno, a causa delle condizioni climatiche (foschia, nubi basse, precipitazioni); in prossimità del cratere centrale bisogna avere una buona visibilità in modo da poter vedere e, nel caso, riuscire a proteggersi da lapilli e più in generale dall’attività eruttiva del vulcano.
Siamo tutti dispiaciuti e combattuti sul da farsi, soprattutto quando una delle guide ci sprona a non abbandonare l’idea di un’escursione e ci propone quella verso la valle del Bove. Dopo qualche ragionamento accettiamo e a noi si associano almeno altre 20 persone.


Veniamo trasportati a quota 2500 con la funivia e da lì , a piedi,  percorrendo un dislivello di circa 150 mt. , raggiungiamo l’orlo occidentale della caldera della Valle del Bove.

In questo luogo ci fermiamo e ci spiegano che un cratere può formarsi anche nel giro di qualche ora e che quelli che vediamo intorno a noi, alti alcune decine di metri, sono di recentissima formazione.

Ciò che vediamo difronte a noi è una valle sterminata, oggi un paesaggio surreale, direi, senza esagerare, lunare ma un tempo era una rigogliosa valle che, fra il 91 e il 93, venne “sacrificata” deviando la lava  che minacciava Zafferana Etnea.
Dopo alcune istruzioni e ragguagli geologici, iniziamo la nostra discesa libera verso la valle, percorriamo, praticamente saltando e ruzzolando, un Canalone sabbioso di pozzolana finissima con circa 1000 mt di dislivello rispetto al punto di partenza. La cosa è talmente divertente e inaspettata che trattenere le risate e le urla è difficilissimo.

Atterriamo a quota 1.400 a Piano del Vescovo, da qui inizia la nostra escursione nella valle ricoperta interamente da strati enormi e irregolari di lava nerissima. La camminata nella valle dura un paio d’ore fino alla risalita verso quota 1.900.


La durata complessiva dell’escursione è stata di circa 6 ore, il grado di difficoltà dichiarato dalle guide è Impegnativo, il dislivello max in discesa è stato di circa mt. 1.500 e la quota massima raggiunta mt. 2900.
La nostra tappa sull’Etna è stata una delle più importanti e suggestive di tutto il viaggio e, senza ombra di dubbio, l’inattesa escursione nella valle del Bove ha reso l’esperienza decisamente più spericolata e divertente.

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Opinioni

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Buitre
 
09 Agosto 2010 16:05

Un'escursione veramente interessante e divertente!
Pur avendola fatta anche io in pieno Agosto non ho sofferto affatto il caldo. In merito alla fatica, credo che la definizione "impegnativo" per il percorso non deve spaventare!
Sicuramente la cosa che più mi ha impressionato è stata la vista dall'alto di un'immensa valle invasa da un mare in tempesta pietrificato!
Divertentissimo poi, lanciarsi giù per i pendii ripidissimi di pozzolana, saltando, rotolando ed affondando in un soffice strato sabbioso, dove l'unico inconveniente consisteva nella necessità, ogni tanto, di svuotare le scarpe, le tasche e magari anche le mutande dalla zavvorra raccolta!
Assolutamente da consigliare!
Non si conosce l'Etna se non si è saliti al cratere principale, non si conosce l'Etna se non si è attraversata la Valle del Bove.

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