Tutti coloro che mi conoscono un po’ sanno della mia passione smodata per i dolci e in particolar modo per il cioccolato...
E’ stato proprio sulla scia di questa fama che il mio compagno di avventure mi ha proposto di fare una breve sosta a Modica, durante il nostro tour siciliano. In realtà la visita è durata più di un giorno perché la città, famosa in tutto il mondo per la lavorazione del cioccolato, è anche una delle meraviglie del barocco siciliano. Scopro infatti, solo arrivata a Modica, che la città fa parte del Patrimonio dell’UNESCO.

Mi aspettavo un piccolo paese e invece la città è grande e si inerpica, con le sue labirintiche strade, su per una montagna. In realtà è come trovarsi nel letto di un fiume e vedere la città arrampicarsi sulle pareti e i costoni di una valle. Alla sommità di questo promontorio svetta ciò che rimane di una antico Castello medievale; il castello purtroppo era in fase di restauro e non ho avuto modo di visitarlo.

Le case nella parte più antica della città sono arroccate e allineate come fossero scavate nella roccia. Un simpatico signore ci racconta che quegli anfratti sono abitati fin da epoche preistoriche e pare ve ne siano più di 700.

Voltandosi dall’altra parte, sul fianco opposto della valle si può invece ammirare il gioco di labirintiche stradine intrecciate fra loro fino al Castello. I palazzetti tardo barocchi mi rapiscono, le facciate e i balconi sono adornati e ricchi in maniera superba. Rimango come frastornata fino al punto da iniziare tutta una dissertazione sul buon gusto di quell’epoca messa a confronto con la nostra mediocre edilizia abitativa. La mia dissertazione annoia, ovviamente, il mio compagno di avventure che per distrarmi e azzittirmi mi trascina in quella che è la cioccolateria più famosa della città, l’Antica Dolceria Bonajuto, in cui mi perdo per più di due ore…
Squisitezze di ogni genere, influenze arabe e spagnole nelle deliziose proposte, cioccolatini, barrette e dolci di ogni tipo.
Furono proprio gli spagnoli che introdussero la lavorazione del cioccolato così come l’avevano appresa dal popolo Azteco.
Si parte da una massa di cacao (semi macinati) non privata del burro di cacao in essa contenuta, la massa viene riscaldata per renderla fluida e ad una precisa temperatura viene mischiata a zucchero semolato e spezie (cannella o vaniglia).
Il composto così ottenuto viene mantenuto ad una temperatura che non fa sciogliere i cristalli di zucchero, che rimangono infatti integri all'interno della tavoletta.
I gusti sono tantissimi, vaniglia, peperoncino, limone, cannella, pistacchio…Esco con una busta piena di leccornie, tante le regalerò ma una buona parte mi hanno accompagnato per tutto l’inverno.

Il secondo giorno lo dedichiamo alla visita delle tre basiliche principali, il Duomo di San Pietro, la Chiesa Madre di San Giorgio e la chiesa di San Giovanni Evangelista.
Riconosco la facciata e la bellissima scalinata del Duomo, campeggiava sulla copertina di uno dei miei libri di storia dell’arte sul Barocco Siciliano. In realtà quella della scalinta è una dominante ricorrente in tutte e tre le basiliche. Nella basilica di San Pietro fate caso, fra le altre cose, all’organo monumentale, pensate è composto da circa 3200 canne. Tutte e tre le basiliche meritano un’attenta visita sia all’interno che all’esterno…belle, maestose e ricche come solo le chiese barocche sanno essere.

Modica è stata una delle città più belle e accoglienti del mio viaggio in Sicilia, ci tornerò, due giorni infatti non bastano per scoprirla tutta.
Un grazie particolare a Daniele, Mary e il piccolo Oscar per l'accoglienza che ci hanno riservato.
Opinioni
Devi essere autenticato per lasciare un'opinione.
Autenticati o Crea un nuovo account.