Il 18 Agosto scorso mi è capitato di attraversare la piana di Castelluccio per raggiungere la Val Nerina nelle Marche. La piana, di cui spesso mi era capitato di sentir parlare per le rinomate (e costose) lenticchie che qui si producono, ha una vastità che mai avrei immaginato.

La sua particolarità è determinata dal fatto che si trova a ridosso dell’imponente monte Vettore (2476 m s.l.m.) siamo nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Sarà stata la sorpresa ma mai avrei pensato, dopo due ore di tornanti d’alta quota, di ritrovarmi davanti ad uno paesaggio tanto diverso e netto. Parliamo di circa 15 km² di sola pianura.
Un terreno piatto, come fosse stato piallato dalla mano dell’uomo, interamente ricoperto di geometriche e colorate coltivazioni di lenticchie.

La Piana prende il nome dal paese di Castelluccio che lo sovrasta ed è da qui che ho potuto ammirare lo spettacolo che vi sto descrivendo ed è sempre qui che ho acquistato zuppe di legumi e fantastici dolcetti fatti con farina di lenticchie e marmellata.

Il paese è molto carino ed è vicinissimo a Norcia, la sua vocazione al recupero del centro storico è recente ma ben fatta. Passeggiando fra le viuzze del paese, che offre diverse terrazze a strapiombo sulla piana, mi è capitato di visitare una mostra fotografica dedicata alla Fiorita, il suggestivo fenomeno della fioritura delle lenticchie che trasforma l’intera pianura in una tavolozza di colori. Alle lenticchie si uniscono papaveri, fiordalisi e margherite…uno spettacolo naturale che tornerò senz’altro a vedere. La fioritura infatti avviene tra fine maggio e inizio luglio, mentre la raccolta delle lenticchie si stava concludendo proprio in quei giorni.
Solo qualche giorno dopo mi raccontano che la piana era in passato il fondo di un antichissimo lago appenninico... a cercare bene una ragione c'è sempre, soprattutto in natura.
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