Gerusalemme - Itinerari/Curiosità

Gerusalemme - una città, tre religioni
Pubblicato da maxi oltre un anno fa

Prima di giungere a Tel Aviv, soggiorno di cui ho già raccontato, siamo passati per Gerusalemme. Scesi al capolinea degli autobus, abbiamo cercato di raggiungere la Città Vecchia; non pensavamo fosse così difficile! Per fortuna, dopo tutta una serie di complicazioni, siamo finalmente riusciti a raggiungere la Porta di Jaffa, con le sue mura cittadine e qui abbiamo trovato una stanza in un albergo arabo. Chiamarlo albergo è fargli un complimento, perché era veramente in pessime condizioni.

Foto di rusticus80

La città vecchia si sviluppa come un labirinto. Una città piena di vicoli intrecciati, fra i quali ci si perde con grande facilità, sia la sera, quando tutti i negozi sono chiusi, sia di giorno, quando, soprattutto nel quartiere musulmano, le vie ospitano un susseguirsi di bancarelle - sembra sempre di essere nello stesso posto e in un posto diverso.

Nonostante questo, già il primo giorno siamo riusciti a trovare il muro, nella Gerusalemme orientale, anche chiamato Muro del Pianto, che un tempo faceva parte del Tempio di Salomone. Non essendoci organizzati con dei copricapo adeguati, quel giorno non ci siamo potuti avvicinare troppo al muro, cosa che invece abbiamo fatto il giorno seguente.

Foto di dlisbona

Dopo un’altra terribile notte passata in hotel, abbiamo deciso di spostarci in un ostello austriaco, in cui eravamo quasi gli unici ospiti. Peccato che non ci siamo accorti che nei pressi dell’ostello c’era una moschea, con enormi altoparlanti disposti sulla torre! Ce ne siamo accorti solo il mattino seguente, quando il Muhezin ha deciso di svegliarci alle cinque!

A Gerusalemme è impossibile non notare la forte presenza dei militari e della polizia. Presso tutti gli accessi alla città e i luoghi pubblici, la polizia effettua dei controlli. Qui è improbabile entrare in un centro commerciale senza dover mostrare le cose che teniamo nella nostra borsa. Lo stesso avviene ai capolinea degli autobus, nei musei, ecc. Per fortuna, con il tempo ci si fa l’abitudine.

Foto di Emmanuel Dyan

Nei giorni seguenti andiamo alla scoperta della Via Dolorosa, ovvero il percorso lungo il quale Gesù, portando la croce, fu condotto al luogo della sua crocifissione. Mi ha fatto veramente impressione la salita, nella parte centrale del percorso, che Gesù deve aver dovuto percorrere con la Croce sulle spalle.

Nei giorni seguenti siamo passati più volte nei pressi del Muro del Pianto, abbiamo visitato il quartiere ebraico con i suoi musei, abbiamo passeggiato in giro per il quartiere armeno e siamo passati accanto alla bancarelle del quartiere musulmano.

Foto di david55king

Gerusalemme è veramente una città molto particolare, soprattutto la città vecchia. Sembra che ogni aspetto della religione sia riuscito a conquistarvi il suo angolo. Ogni attimo simbolico vi è stato rappresentato. Sia che si tratti del luogo dove avvenne "l’Ultima cena", o del Golgatha, dove Gesù fu crocifisso, o del giardino di Gethsemane oppure del punto in cui Gesù cadde a terra; ovunque e per ogni commemorazione esiste una cappella, un’iscrizione commemorativa oppure una chiesa. Nel mezzo troviamo poi numerose moschee, così come il Duomo della Roccia, musulmano, con la cupola d’oro e le sinagoghe ebraiche con il muro del pianto. Credo non ci sia altra città al mondo che ospiti così tanti oggetti religiosi di così tante religioni diverse.

Gerusalemme, una città in continuo movimento, in cui l’unico luogo tranquillo che abbiamo trovato è stato il Monte degli Ulivi. Solo da questo luogo, guardando il panorama della Città vecchia, con le mura della città e le sue porte, ci si rende conto di quanto la città sia rumorosa e si apprezza quell’attimo di pace e silenzio. Sono stupefacenti, nel giardino di Gethsemane, gli alberi di ulivo che hanno più di 2000 anni e che probabilmente hanno ospitato Gesù. Non mi sorprendo che abbia scelto questo luogo.

Foto di Ian W Scott

Fuori dalla città vecchia abbiamo visitato il Museo d’Israele, la Knesseth, la zona pedonale e il Museo dedicato all’Olocausto "Yad VaShem". Entrando in quel Museo e vedendo le foto dei cumuli di scarpe e occhiali di coloro che furono rinchiusi e uccisi nei campi di concentramento, è impossibile immaginarsi che ci siano persone che hanno il coraggio di affermare che l’Olocausto non sia mai esistito.

Non è facile creare un contatto con gli israeliani. Inizialmente sembrano molto scortesi e rudi nei confronti degli stranieri; diversa è la cosa se si giunge sul posto grazie ad una conoscenza personale. Vista la loro storia, mi sembra comprensibile che non si tratti di un popolo molto aperto agli altri.

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