
Foto di Sarah M Stewart
Più che un piatto tipico neozelandese vi parlerò di un tipico modo di cucinare, il cui gustoso risultato ho potuto assaggiare nei dintorni di Wellington - sto parlando dell’Hangi.
La donna che vidi preparare questo piatto mi spiegò che l’Hangi indica il loro metodo tradizionale di preparazione dei cibi.
Questo modo di cucinare prevede come prima fase, quella di cercare un luogo adatto dove scavare una buca. E’ consigliabile che la buca non sia troppo lontana da un fonte d’acqua, che servirà per inumidire i teli di juta e gli altri tessuti. Nel luogo scelto è bene che la terra sia piuttosto facile da scavare.
Un elemento fondamentale di questa preparazione è il tempo; il giorno prima si può cominciare con la preparazione della carne e della verdura, organizzare il legno per il fuoco, trovare le pietre necessarie e i cesti.
Ora vi spiego meglio: dopo aver scelto il luogo adatto per scavare la buca, si può cominciare a fare la lista degli ingredienti: carne, pollo, pesce, verdure e simili, ciò di cui si ha voglia. Fatto questo, è importante fare la lista dei materiali necessari per la cottura.

Foto di Sarah M Stewart
Vi chiederete cosa intenda con "materiali". Con materiali intendo le pietre, la legna per il fuoco, i cesti per il cibo, la copertura e cose del genere. E’ importante scegliere delle pietre che con il calore non si sbriciolino - le pietre vulcaniche sono più adatte delle pietre di arenaria.
Per un Hangi di successo è necessario un miscuglio di legna secca e di ceppi che brucino lentamente. Sono da preferire i ceppi di legno duro a quelli di legno morbido, perché generano più calore. Si prendono quindi circa quarantacinque ceppi, lunghi un metro e larghi dai cinque a sei centimetri. I cesti, invece, sono solitamente realizzati con il filo di ferro con cui si fanno i recinti per i pollai.

Foto di Sarah M Stewart
Per fare in modo che l’Hangi sia pronto per l’ora di cena, è necessario accendere il fuoco la mattina presto, in modo che le pietre che vi saranno riposte, abbiano il tempo di arrivare alla giusta temperatura. Una volta riscaldate le pietre, queste vengono messe nella buca che è stata scavata nel luogo scelto e su di esse si collocano i cesti con gli alimenti, che saranno infine ricoperti con i teli di juta, abbondantemente inumiditi. E’ consigliabile mettere dei teli di juta anche sui lati dei cesti, in modo, che quando tutto sarà ricoperto con la terra che, in precedenza, è stata estratta dal buco, questa non possa arrivare agli alimenti.
La cottura dell‘Hangi dura diverse ore. Giunta la sera, l’Hangi viene riaperto e un leggero fumo sale nell’aria. Tolta la terra ed eliminati i vari strati di juta, si potranno finalmente prendere gli alimenti, che dovrebbero aver raggiunto il giusto grado di cottura.

Foto di Sarah M Stewart
L’arte della preparazione dell’Hangi è riuscire a fare in modo che tutti gli ingredienti raggiungano il corretto punto di cottura e, per fare questo, è importante disporre i cibi nei cesti, secondo precise regole; gli alimenti, che richiedono maggior calore, vanno posti in basso, più vicino al calore delle pietre.
I cibi che vengono cotti in questo modo, mantengono un leggero profumo di affumicato e sono davvero squisiti.
Questa tipologia di preparazione è spesso utilizzata dalla cultura maori ed è ideale per festeggiare eventi importanti.
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