Lo scorso fine settimana, scesa dall’aereo che mi riportava a Roma, dopo aver passato qualche giorno nelle campagne piovose del nord Italia– invece che luglio sembrava fosse arrivato l’autunno-, mi era venuta una grandissima voglia di andare al mare.
Non appena sono salita in macchina di Giovanni, il mio ragazzo, gli ho proposto di andare a Fregene a prendere una birretta, proposta che lui ha accettato con molto piacere.
Certo, partendo da Ciampino, Ostia sarebbe stata ben più vicina, ma avevo voglia di una località più tranquilla, senza tutto quel caos che si può incontrare a Ostia nel pomeriggio di una domenica d’estate.
Giunti a Fregene, ci siamo stupiti del traffico che ancora c’era per le strade – solitamente, intorno alle 19.00 di domenica la maggior parte delle persone sono già in coda sull’Aurelia e non girano ancora per le vie di Fregene –ma quel giorno era così.
Decidiamo di passare per le vie interne e sbuchiamo infine sul Lungomare, davanti allo stabilimento "La Spiaggetta". Il sole stilizzato, riportato sull’insegna, mi ha fatto subito venire voglia di fermarmi. Devo ammettere che avevo già sentito parlare di questo posto, ma non avevo ancora avuto occasione di andarci.

Parcheggiamo l'auto in uno dei pochi posti liberi del parcheggio dello stabilimento e ci dirigiamo verso la spiaggia.
Che bello! Era quasi l'ora del tramonto, poche persone e dei tavolini all'aperto che permettevano di bere qualcosa di fresco, guardando il mare.
Ci sediamo e dopo poco un ragazzo piuttosto alto, con la barba ed un'espressione simpatica da vecchio marinaio (benché non dimostrasse più di quarant’anni) ci viene a chiedere cosa desideriamo. Cominciamo con una birra, che ben presto diventano due e poi tre.
Il sole è tramontato; nel frattempo i tavolini del ristorante si erano riempiti senza che ce ne accorgessimo -tanto era piacevole e tranquilla l’atmosfera!
Ero ancora a stomaco vuoto e il profumo delle portate di pesce che mi passavano davanti, mi aveva fatto venire un certo appetito. Chiedo a Giovanni se ha voglia di mangiare qualcosa lì e, come speravo, accetta immediatamente.
Quella che doveva essere una cenetta leggera, alla fine è diventata una cena vera e propria, completa di tutte le portate. Per cominciare abbiamo preso dei deliziosi polpetti fritti, una bruschetta con le vongole, un'insalata di mare e le alicette; che dire… era tutto squisito.
L’idea era poi quella di prendere un primo e finire la cena così. Ordiniamo un risotto alla pescatora e gli spaghetti allo scoglio; anche questi fantastici! A questo punto eravamo assolutamente sazi, se non fosse stato per la seconda bottiglia di vino, che avevamo appena ordinato e che era ancora praticamente piena. Avevamo assolutamente bisogno di accompagnarla con qualcos’altro.

Chiediamo consiglio al solito ragazzo alto con la barba, che scopro solo dopo essere il proprietario, che ci propone un rombo al forno - ne aveva uno che era la quantità giusta per due persone. Fortunatamente non riusciamo a dire di no, perché ci arriva un rombo al forno, il cui sapore credo non dimenticherò mai!
A questo punto credo non avrei veramente potuto ingerire null'altro.
Ordiniamo un caffè e, per chiudere la piacevole serata sotto al bellissimo cielo stellato, ci concediamo ancora un bicchierino di cognac.
Che ottima cena e che bellissima serata! Credo che tornerò molto presto al Ristorante La Spiaggetta e ringrazio tantissimo la signora Francesca - che ho scoperto essere la bravissima cuoca nonché la madre del proprietario - per la bontà di tutti i piatti che ho assaggiato.
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