"Nulla è impossibile per colui che osa", Alessandro Magno
Sulle tracce di un grande eroe
Un viaggio è sempre una scoperta, che porta a vedere nuove mete e nuovi orizzonti. Ma può anche essere una riscoperta, possiamo scegliere di vedere ciò che altri occhi hanno già visto e percorrere cammini che altri hanno già percorso, in un tempo ormai lontano e perduto.

Nel IV secolo a.C. un ragazzo, che poi la storia avrebbe consacrato come un eroe, fece una lunga strada, che lo portò a osservare da vicino quasi tutto il mondo che era allora conosciuto. Quel ragazzo è noto col nome di Alessandro il Grande, o Alessandro Magno, e il suo viaggio, fatto allora in tanti anni e con ben diversi mezzi da quelli odierni, può essere ripercorso ancora oggi nelle sue tappe più importanti, attraverso numerose nazioni.
Alessandro Magno: qualcuna delle sue tante tappe
La Tessaglia
Alessandro Magno partì dalla Macedonia, che era la sua terra d’origine, e i suoi primi spostamenti lo portarono verso la Tessaglia. Tuttora la Tessaglia è una regione molto visitata, dominata dal massiccio del Monte Olimpo, così caro alla mitologia. Chi va a visitare quelle zone, può trovare alloggio nella cittadina di Kalambaka, che con i suoi 11.000 abitanti è abituata a dare alloggio a chi desidera vedere le famosissime Meteore, i santuari ortodossi costruiti su torri naturali in arenaria, in cima a pareti a picco che li rendono suggestivi e caratteristici. Sei di questi monasteri sono tuttora abitati e visitabili.
La Persia
Alessandro fu colui il quale riuscì a sconfiggere il fortissimo impero persiano e ad impadronirsi dei suoi tesori. Tra le tante città della Persia (l’odierno Iran) che Alessandro visitò, si può ricordare Susa, una delle capitali dell’impero persiano. Susa corrisponde all’odierna Shush, che si trova a circa 800 chilometri da Teheran. Chi la voglia visitare, può arrivare in aereo fino a Ahwaz, che dista da Shush solo un centinaio di chilometri.
L’Asia Minore
Alessandro continuò il suo tragitto in Asia Minore, per la precisione in Anatolia, l’attuale Turchia. Qui raggiunse anche la famosa città di Efeso, in Lidia, su cui oggi sorge Selcuk. Chi ha interesse a visitare Efeso, in cui sono rimaste tante vestigia dell’antico splendore, può andare a Istanbul e da lì recarsi in aereo a Smirne (Izmir), con un volo di circa un’ora; quindi, con circa 15/20 minuti si può arrivare a Efeso e godersi la città.
Il Libano
Alessandro si spostò anche in Libano ed è rimasto nella storia l’assedio che fece alla città di Tiro, che riuscì a resistere al conquistatore per ben sette mesi. Tiro esiste tuttora con lo stesso nome, edificata sul sito antico: la città è sorta in modo spesso caotico intorno ai resti archeologici che ne testimoniano il passato. Chi la volesse raggiungere, può innanzitutto recarsi a Beirut, che da Tiro dista meno di 90 chilometri.
L’Egitto e l’India
Alessandro arrivò in Egitto, in cui edificò la città di Alessandria a sua imperitura memoria, e poi finalmente in India, dove le sue truppe stremate gli chiesero di iniziare il viaggio di ritorno. Proprio durante il viaggio di ritorno i suoi sogni si infransero, quando si dovette arrendere alla morte, nel 323 a.C., a meno di 33 anni e dopo 12 anni di viaggi ininterrotti. Alessandro morì a Babilonia, che si trova nei pressi dell’attuale Al Hillah, in Iraq, e il suo sepolcro non è mai stato trovato.
Chiunque abbia la fortuna di ripercorrere anche solo una delle tappe del lungo viaggio di Alessandro, potrà respirare un po’ del suo antico coraggio e vedere con i suoi occhi le meraviglie che l’hanno portato ad andare avanti e ancora avanti, eroe e viaggiatore, a sfidare tutti i limiti allora noti.

