Un weekend in moto sulle strade dell'Italia centrale
Toscana - Itinerari/Curiosità

Aspettavo da tempo la possibilità di passare un fine settimana fuori casa ma, soprattutto, aspettavo da tantissimo tempo la possibilità di provare la moto dei miei sogni, la KTM Adventure 990.

Qualche giorno fa mi è arrivata una mail in cui m’informavano che la KTM stava organizzando l’Orange Day, ovvero una giornata in cui i concessionari KTM avrebbero fatto provare tutti i modelli. Non potete immaginare la mia contentezza!

Foto di kaept'n

Come prima cosa ho cercato un concessionario che stesse in Toscana o in Umbria e la cui posizione fosse favorevole per provare una moto. Provarla presso i concessionari di Roma non avrebbe avuto senso, con tutto il traffico che c’è, avrei solo potuto comprenderne la maneggevolezza in mezzo al traffico - non era questo che m’interessava.

Alla fine ho scelto un concessionario che si trova nelle vicinanze di Perugia, pensando che rappresentasse un’ottima occasione per farsi un bel giro in moto.

Parlandone con Luca, il mio compagno, motociclista anche lui e di ben più lunga esperienza, abbiamo deciso di approfittarne per regalarci qualche giorno fuori Roma.

Ecco fatto, in pochi minuti il viaggetto era organizzato: prima notte a Magliano in Toscana, presso un affittacamere per il quale avevo acquistato un coupon per il pernottamento a un prezzo scontato e, visto che non aveva posto per la seconda notte, avevo trovato un albergo ad Abbadia San Salvatore, la cui posizione mi sembrava ottima e il cui prezzo era decisamente economico….

Foto di moedermes

Si parte!

Finalmente arriva il venerdì, esco due ore prima dal lavoro, passo a casa, dove mi aspetta Luca, con il mini-bagaglio (tre magliette e poco più) pronto; mi metto l’abbigliamento da moto e, una volta sistemato lo zaino sulla sella con il ragno, ci mettiamo in viaggio, nella speranza di arrivare prima che sia buio…

Vista l’ora, sono più o meno le 17.30, decidiamo di fare la strada più veloce, prendiamo la Roma - Civitavecchia e poi proseguiamo sull’Aurelia fino a poco dopo Orbetello, dove prendiamo la strada per Albinia che poi si biforca verso Magliano in Toscana. Purtroppo sull’Aurelia abbiamo perso diverso tempo – il limite massimo dei 90, ma spesso dei 60 o anche meno, ha reso il tragitto piuttosto lungo!

Doto di Fabio Macor

Arriviamo a Magliano e cerchiamo di seguire le indicazioni dateci dal proprietario dell’affittacamere. Dopo esserci sbagliati una prima volta, riusciamo a trovare la strada che porta alla casa. Quando avevo telefonato al proprietario per prenotare, gli avevo chiesto se per raggiungere la casa ci fosse della strada bianca da percorrere e lui, molto gentile e disponibile, mi aveva detto che erano solo 150 metri - andare in moto su strade imbrecciate non è proprio il massimo, soprattutto per me che non ho molta esperienza. Arriviamo al punto che ci era stato indicato e, come temevo, la strada bianca che conduceva alla casa era in discesa e ben più lunga di 150 metri. Luca va avanti con la sua moto ed io provo a seguirlo, ma dopo una decina di metri mi scivola la ruota anteriore (la ghiaia era abbondante e piuttosto grossa) e la moto va a terra. Luca viene in mio aiuto e mi porta giù la moto, che fortunatamente non ha riportato alcun danno, ma l’umore non è dei migliori.

Il proprietario sembra molto dispiaciuto, ma ci tiene a dirci che spesso da quelle parti vanno anche degli harleysti che non hanno mai avuto problemi con la strada – non lo metto in dubbio, avrei avuto solo piacere che mi avesse detto prima che la strada era più lunga e in discesa… Va bèh, probabilmente ho sbagliato io a non chiedere indicazioni più precise.

Ci mostra la nostra camera; Luca si siede sul letto e sentiamo subito uno "stock", come se qualcosa si fosse rotto. Il mio primo pensiero è stato: "ecco, ci manca solo che si è rotto il letto". Controllo sotto il materasso e vedo che le doghe sono troppo corte per il telaio esterno su cui sono solo appoggiate e quindi tendono a sprofondare. Cerco di sistemarle, ma mi rendo conto che la notte non sarà delle più riposanti.

A questo punto decidiamo di andare in paese, per vedere di mangiare qualcosa. Questa volta usciamo con una moto sola, arriviamo a Magliano, ci facciamo una passeggiata per le vie alla ricerca di un pubbettino che potesse fare al caso nostro. La ricerca ha quasi subito successo, infatti, sentiamo la musica e vediamo dei ragazzi che parlano fuori da un locale, il "Camelot". Entriamo e decidiamo che quello è il posto giusto. Prendiamo due taglieri di affettati e due birre, guardiamo i ragazzi della zona che trangugiano uno shortino dopo l’altro e decidiamo che percorso seguire il giorno seguente.

Il mattino dopo, nonostante io abbia dormito malissimo, a causa del letto che andava sistemato piuttosto spesso e i rumori degli altri ospiti che si erano alzati di buon'ora e purtroppo non si rendevano conto che le pareti erano così sottili da sembrare inesistenti, partiamo di buon umore – il tempo era veramente bellissimo e ideale per girare in moto.

Prendiamo la strada che porta a Scansano e poi prosegue per Roccalbegna – che spettacolo! Da Roccalbegna andiamo verso Arcidosso. Le curve si susseguono senza interruzione, il paesaggio è bellissimo, peccato che l’asfalto porti ben evidenti le tracce dell’inverno appena passato. Ad Arcidosso ci fermiamo in una bella piazzetta per decidere che strada seguire per raggiungere Abbadia San Salvatore. Cartelli stradali che indicano Abbadia non ci sono, chiediamo quindi informazioni a una passante; lei ci consiglia diverse strade, fra cui quella che sale verso la cima del Monte Amiata. Dopo averci pensato un po’, decidiamo di scegliere l’altra via consigliata che passa per Vivo d’Orcia.

La scelta era anche dovuta al fatto che avevamo prenotato un tavolo per cena alla "Locanda del Pian delle Mura", a Vivo D’Orcia, che ci era stato consigliato da alcuni amici e a cui eravamo molto curiosi di andare. Questo itinerario ci avrebbe permesso di capire meglio la strada che avremmo dovuto fare la sera per raggiungere il ristorante.

Accendiamo le moto e seguiamo le indicazioni. La strada è molto bella, ma adatta a un’andatura decisamente turistica, l’asfalto è rovinato e in alcuni punti la carreggiate si restringe di molto. Dopo Vivo d’Orcia la strada diventa veramente tortuosa. Si susseguono tornanti a forte pendenza in discesa e la carreggiata si stringe proprio sulle curve. Arriviamo finalmente sulla SP18, quella che porta ad Abbadia San Salvatore. Proseguiamo fino a quando non vediamo l’insegna dell’Hotel Gambrinus sulla sinistra.

Quando lo vedo sono veramente contenta: parcheggio ampio, un sole bellissimo e la struttura sembra piuttosto accogliente. Facciamo il check in e andiamo in stanza per appoggiare le nostre cose. Giunti in camera ci sentiamo finalmente in vacanza. La camera è grande, con un letto comodo, il bagno anch’esso delle giuste dimensioni e una vista spettacolare sulle colline toscane, a est dell’Amiata. Sarei rimasta lì almeno per una settimana. Ci riposiamo per una mezz’oretta prima di andare in paese, che dista solo un chilometro, per fare uno spuntino. Vista la comodità dell’albergo, decidiamo di abbandonare l’idea di un giretto pomeridiano in moto per regalarci un po’ di sano riposo, non prima di aver mangiato qualcosa.

Foto di razvan.orendovici

Vicino all’hotel avevamo visto un negozio/officina di moto. Decidiamo di passarci per vedere se riusciamo ad acquistare del grasso per la catena, dato che il nostro lo avevamo dimenticato a casa. Una ragazza gentilissima ci accoglie, acquistiamo il grasso per la catena e le chiediamo un consiglio per un ristorante dove mangiare la sera – con molto rammarico avevamo deciso di disdire la prenotazione alla "Locanda del pian delle Mura" perché l’idea di fare quella strada con il buio e magari dopo qualche bicchiere di vino non ci piaceva per niente - . La ragazza ci consiglia due posti dove andare, uno dei quali si chiama "Il Cantinone"; il nome ci piace e decidiamo di passare a prenotare per la sera.

Una volta prenotato andiamo nel centro di Abbadia, dove ci ricordavamo un bar nella zona centrale, in cui in passato ci eravamo trovati molto bene: il "Bar Centrale". Anche questa volta ritroviamo la stessa gentilezza che ci aveva colpito in passato.

E’ un vero piacere stare seduti ai tavoli all’aperto, all’ombra degli alberi che seguono il viale, mangiando un gustoso panino accompagnato da una buona birra alla spina.

Finita la birra, iniziamo a sentire un po’ di stanchezza e decidiamo di andare a fare qualche oretta di sonno in albergo. Dopo esserci riposati, usciamo e andiamo al "Cantinone". Ci serve una ragazza giovane, gentile e veloce. Io ordino una porzione di bici conditi con un ottimo sugo fatto con la cinta senese, i funghi e altro e Luca prende una porzione di tagliatelle al ragù. Come secondo ordiniamo due tagliate, lui al rosmarino ed io con il radicchio e per contorno "fagioli all’uccelletto", davvero ottimi, patate al forno e spinaci, il tutto accompagnato da un buon Nobile di Montepulciano. Abbiamo mangiato benissimo e speso pochissimo (a Roma accade così raramente…).

Stanchi ma soddisfatti della giornata, della cena e dell’albergo, decidiamo di andare a dormire. Il giorno dopo ci aspettavano altre strade bellissime e, finalmente, la prova della moto dei miei sogni!

Ci svegliamo riposati e pieni di energia. Scendo al bar per prendere due caffè doppi da portare in camera e sono molto tentata di approfittare delle delizie messe a disposizione per la colazione, ma mi trattengo – non amo mangiare se poi so che devo percorrere svariati chilometri in moto.

Una volta pronti ripartiamo, oggi ci aspettano delle strade fantastiche: per raggiungere il concessionario di Perugia, presso il quale dobbiamo essere dopo le 15.00, decidiamo di fare un pezzo di Cassia verso nord, e poi prendere la SP 146 che da San Quirico d’Orcia passa per Pienza, Montepulciano, Chiusi per fare poi un pezzo di 71 bis e prendere la Pievaiola (SS220), che da Città della Pieve porta a Perugia, passando vicinissimo al concessionario KTM - forse le mie strade preferite-. La SP 146 è qualcosa d’indescrivibile, le colline, le curve ampie che permettono un ritmo un po’ più deciso, l’asfalto… era tanto che non mi divertivo così!

Arrivati a Città della Pieve imbocchiamo la Pievaiola. Speriamo di trovare un bar aperto lungo la strada dover poter prendere qualcosa da bere e passare il tempo fino all’apertura del concessionario. Niente, di domenica tutti chiusi per riposo, tanto che arriviamo al concessionario con un’ora di anticipo, con una sete che non vi descrivo e, per non farci mancare nulla, un’urgente necessità di utilizzare un bagno. Fortunatamente, quando arrivano i proprietari del concessionario, ci offrono subito dell’acqua e ci permettono di utilizzare la toilette del negozio.

Finalmente è arrivato il momento: io avevo prenotato sia la prova della KTM Adventure 990 sia, giusto per curiosità, quella della Supermoto T 990 - è la prima volta che provo una moto che non conosco e devo dire di essere molto emozionata.

 

Mi fanno provare prima la Supermoto: la leva del cambio è montata troppo in alto per me e faccio fatica a cambiare, l’erogazione del gas è di una fluidità e di una reattività che non avevo mai provato (fino ad ora ho guidato solo moto a carburatori); è davvero una gran moto, maneggevole, divertente, sicuramente una buona alternativa se non mi piacesse così tanto l’Adventure.

KTM 990 SMT

Mentre io provo la SMT, Luca prova l’Adventure. Finito il giro, che non doveva durare più di 10 minuti, siamo rientrati al concessionario e ci siamo scambiati le moto; questa volta ho chiesto se sull’Adventure mi potessero abbassare la leva del cambio. Come mi ci sono seduta sopra e ho aperto il gas, ho subito avuto la conferma che quella era la moto dei miei sogni e che, non appena le mie possibilità economiche me lo permetteranno, la farò mia. Nonostante le dimensioni, sembra leggerissima e molto più maneggevole di altre moto che ho provato. Mi piace, mi piace veramente tanto!

KTM 990 Adventure

Sono ormai le cinque di pomeriggio e dobbiamo rientrare a Roma. Per cercare di velocizzare il rientro, decidiamo di fare un pezzo di E45 e poi uscire a Narni per fare la Flaminia fino a Roma. L’E45 si rivela la solita pessima strada, con l’asfalto rovinatissimo e troppa gente che non sa guidare ma ha fretta di rientrare a Roma. Non vedo l’ora che arrivi l’uscita per Narni. Quando finalmente ci immettiamo sulla Flaminia, ci godiamo quest’ultima parte del nostro viaggetto, tra curve stupende e paesaggi altrettanto belli.

Arriviamo a casa per le otto e mezzo, stanchi ma felici e soddisfatti di queste due giornate dedicate al mototurismo. Non vedo l’ora che arrivi il prossimo fine settimana, per farci un altro bel giro!

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