Pochi piatti raggiungono con semplicità un gusto tanto saporito e distintivo come i carciofi alla giudia e alla romana. Parti integranti della cultura e della tradizione gastronomica della nostra capitale, non sempre vengono realizzati nella maniera più corretta. Innanzitutto, bisogna sapere che alla base di entrambe le ricette c'è l'uso dei carciofi romani, detti anche "cimaroli". Le modalità di cottura sono poi estremamente diverse nelle due ricette, e i romani si dividono tra gli appassionati di una e dell'altra.

Foto di jacopo18041968
Ecco un piccolo riassunto per chi desideri provare a realizzarli in casa e fare un confronto diretto!
Carciofi alla giudia
I carciofi devono essere "puliti" con un coltello, tagliando a spirale ed eliminando le foglie esterne e le punte rossicce. Lasciare un gambo di circa 5 cm. In seguito mettere i carciofi in una bacinella con acqua e limone per dieci minuti. Dopo averli asciugati, condire l'interno con sale, pepe; nel frattempo mettere a scaldare un tegame pieno d'olio. Prima che divenga bollente, immergere nell'olio i carciofi, per circa otto minuti. Dopo averli lasciati raffreddare, aprire le foglie verso l'esterno, formando un fiore. Scaldare una padella con abbondante olio e friggere i carciofi a testa in giù. Preparare un piatto con carta assorbente per appoggiare i carciofi dopo la frittura.

Foto di Ro / wererabbit
Carciofi alla romana
Pulire i carciofi come nella ricetta precedente, e immergerli in una bacinella con acqua e limone. Per preparare 4 carciofi alla romana tritare 1 spicchio d'aglio, un ciuffo di prezzemolo e qualche foglia di mentuccia; unire il tutto a 2 cucchiai di pangrattato e condire con sale e un filo d'olio. Inserire l'impasto ottenuto nell'interno di ogni carciofo. Mettere i carciofi a testa in giù in un tegame stretto, con una parte d'olio e due di acqua (fino a ricoprire più della metà della testa dei carciofi). Tra i carciofi non devono rimanere spazi liberi. Cuocere a fuoco medio per circa 30 minuti.

Foto di Sifalcia








