Viaggio in Corsica con la moto
Corsica - Itinerari/Curiosità

 

17 Agosto, ore 7:00

Dopo una falsa partenza da Roma la settimana prima, causata da un guasto al variatore della moto che ci ha costretti a rimandare di una settimana la partenza, sbarchiamo dal traghetto che dal porto di Civitavecchia ci ha portati a Porto Vecchio nel sud della Corsica. La moto che useremo per questo viaggio attraverso la Corsica è una Suzuki V-Strom 650.

 

La notte in traghetto non è stata molto riposante, decidiamo di cercare un campeggio vicino al mare e riposarci; la strada che ci porta fuori dalla città portuale è un misto di deserto e macchia mediterranea, colori bruciati e odori di legna secca e resina. Il vento laterale è fortissimo, al punto che ho difficoltà a tenere la moto nella giusta corsia. Il cielo è un bracere ardente, per fortuna abbiamo due bottiglie d'acqua.

Baie de Rondinara è una delle spiagge più famose della zona, quindi piantiamo la tenda al campeggio e ci godiamo la prima giornata di mare. La spiaggia si raggiunge dopo un breve tragitto su stradine inerpicate e consiste in un ferro di cavallo non molto grande, affollato, acqua limpidissima.

La sera al campeggio buchiamo il primo materassino e dormiano "al duro"; nei bagni scopriamo alcune particolarità poco simpatiche della Corsica che ci accompagneranno per tutto il viaggio: anche se in teoria sono distinti per genere, vengono utilizzati indifferentemente a seconda dei bisogni, inoltre molte coppie fanno la doccia insieme nell'uno e nell'altro bagno. 

Il giorno ci dirigiamo verso Bonifacio, una località molto famosa che si trova nell'estremo sud della Corsica; le vie cittadine sono molto pittoresche, per pranzo assaggiamo per la prima volta i famosi formaggi e salumi dell'isola.

BONIFACIO

La città è stata costruita a picco sul mare e le finestre dei palazzi più a sud affacciano direttamente sul mare

e a ovest il paesaggio è tutto scogliere 

Il giorno dopo decidiamo una escursione con battello che ci porta sulle Iles Lavezzi, un micro arcipelago di isolotti deserti famosi per la loro sabbia finissima come borotalco e per le acque turchesi. Non esistendo nessun tipo di struttura dobbiamo portarci acqua e panini in uno zaino. Aguzzando la vista si riesce a vedere la Sardegna! 

Il giro in battello prosegue attraverso calette e grotte marine, interessante ma io dopo un po' mi annoio, stare seduto sul battello mi da un senso di inattività!

Il giorno dopo risaliamo verso Nord, visitiamo gli splendidi paesini di Sartene e Cauria. Strade strette che curvano improvvisamente in angolini caratteristici, alte mura granitiche, architetture eleganti, ambienti cosi esotici e antichi che ci sentiamo trasportati in un'altra epoca e in altro spazio. Come tutti i paesini dell'interno l'atmoserfera è isolana, introversa, austera. Insomma se volete vedere dei pezzi di Corsica viva e reale, includete questi paesi nel vostro itinerario.

La costa occidentale è un eterno susseguirsi di curve, un paradiso per il motociclista! In effetti, a occhio, quasi un terzo dei turisti si muove in moto. Gli onnipresenti tedeschi come al solito sono organizzati meglio di tutti e riescono a portare figlio a seguito con un bel sidecar montato sulle moto! Inoltre scopriamo che da queste parti il saluto del mototurista è una cosa serissima, nessuno si esime e quindi anche noi allunghiamo la mano con l'indice puntato verso il basso quando incrociamo altri mototuristi. 

Tutta la costa occidentale è costellata da numerosi torri genovesi, alcune visitabili nell'interno.

TORRE GENOVESE

Il mio interesse per l'archeologia ci porta a visitare il sito neolitico di Filitosa, nell'interno. Il posto è una sorta di Stoneage corsa, con statue-menhir di origine megalitica impressionanti, costruite da una civiltà avanzata. Non è ancora chiaro quale fosse lo scopo di questi monoliti alti 2-3 metri, scolpiti per rappresentare volti umani o intere figure armate.

 

Il percorso prevede grotte di ogni genere, 

 

per giungere infine alla torre centrale con le sue sei piccole statue ed è considerato un capolavoro dell'arte megalitica.

 

A questo punto del viaggio, stanchi del mare e del caldo, smanubriamo decisamente verso l'interno dell'isola, in direzione della Vallé de La Restonica. Appena iniziamo a salire di latitudinele strade diventano ancor più strette e curveilinee, inoltre scopriamo un'altra caratteristica poco simpatica della Corsica: i guardareil non esistono in nessun punto, quindi le strettissime strade di montagna a picco sul mare non hanno nessuna protezione per le cadute! La moto è appesantita dal passeggero e dai bagagli, l'equilibrio alle basse velocità è difficile da mantenere, insomma percorso un po' stressante che però viene ripagato dai panorami mozzafiato. 

Altra caratteristica di queste strade corse di montagna è la presenza di animali quasi indifferenti alla presenza umana. Ad ogni incontro mando Romina a prendere contatto, voglio che superi la sua paura per gli animali. Incontriamo nell'ordine: mucche

 

poi asini, questo in particolare aveva appena scalciato, mettendo in fuga Romina...

 

e un piccolo branco di cinghialetti neri selvatici simpaticissimi

 

Chiediamo a una famiglia di crucchi di farci una foto, appena ci abbassiamo i cinghialetti ci assalgono e ciucciano le ginocchia di Romina che urla schifata!

 

e altri che non sono riuscito a fotografare; da segnalare un gregge di capre che occupa l'intera carreggiata, davanti a noi una macchina italiana non riuscendo a passare inizia a lampeggiare al gregge! :-/

Tra precipizi e animali feroci, arriviamo infine a Corte, città principale della regione, per poi spostarci ancora più in alto in piena Vallé de La Restonica. Il campeggio è affiancato da un fiume di acque gelide che ha origine dai ghiacciai perenni della montagna. I tedeschi fanno il bagno e io per non essere da meno mi tuffo

 

Romina riesce ad inzuppare solo i piedi

 

I dintorni sono molto belli, situazioni montane con piccole oasi d'acqua si susseguono. Il fiume ha scavato dei piccoli bacini nella roccia, riparo ideale per fare il bagno e limonare!

 

Il giorno seguente seguiamo un percorso di trekking che ci porta ad una altitudine di 1930 metri, attraverso un percorso ripidissimo e difficile. Per fortuna eravamo attrezzati con scarponi e bastoni telescopici in carbonio; una famiglia di tedeschi in infradito e neonati a cavacecio ci superano alla grande con un "Guten Morgen"!

Dopo ore di cammino arriviamo al lago glaciale Lac de Melu,

 

talmente freddo che stavolta neanche i tedeschi riescono ad entrare. Io mi tuffo, ma scopro che all'inizio il fondale è basso e i sassi molto aguzzi! 

 

Dopo qualche bracciata un cane pastore evidentemente pensa che mi trovi in pericolo e, tra le risate dei tedeschi a riva, mi riporta a forza verso la salvezza (se non mi tengo abbracciato a lui abbaia furiosamente)

 

Tornati a valle ci concediamo una merenda con formaggio caprino e birra in un antico caseificio-spaccio.

 

Torniamo verso la costa, visitiamo la città di Calvi che si allunga pigramente nella baia sotto l'occhio vigile della cittadella. E' il centro abitato corso più vicino alla costa francese e per diversi aspetti ricorda molto alcuni paesi della riviera francese, con la tradizione dei caffè, i ristoranti sul porto e una striscia di spiaggia sabbiosa. C'è molto da fare: esplorare i vicoli della cittadella, cenare in uno dei ristoranti che costellano il quai Landry, oziare sulla lunga spiaggia nella parte sud. 

 

Ma la forte presenza di turisti ci fa fuggire dopo pochissimo, direzione ancora nord!

Attraversiamo una delle strade panoramiche più stupefacenti d'Europa, nel mezzo delle Calanques. La strada passa attraverso le fantasmagoriche formazioni rocciose sopra il mare formando colonne contorte, torri e massi irregolari. Ispirano davvero rispetto e dovrebbero essere qualcosa da non perdere in ogni visita in Corsica.

 

Passiamo qualche giorno nel bellissimo campeggio di Porto. La posizione è incredibile; verso l'interno dell'insenatura, ripide scogliere rosa si gettano nelle acque turchesi mentre sopra il Golfe de Porto i dirupi e le scogliere delle Calanques e l'eccezionale natura selvaggia della riserva naturale di Scandola si stagliano all'orizzonte. 

Tappa seguente l'Ile Rousse, una sorta di Saint Tropez della Corsica. A piedi si raggiunge la Ile de la Pietra, di roccia rosa molto bella, collegata alla costa attraverso una stradina pedonale. Si oltrepassa una piccola torre di guardia genovese e un faro, dove la vista sula mare è spettacolare

 

A questo punto ci aspetta uno dei percorsi più avventurosi della vacanza: l'attraversamento del Désert De Agriates. Si tratta di una zona molto arida, con basse montagne gessose e di maquis cosi bruciato dal sole che anche la vegetazione sembra cristallizzata. Se fossimo a cavallo sembrerebbe di stare in un film di Sergio Leone!

Per fortuna fin dall'inizio del viaggio ho preso l'abitudine di riempire sempre il serbatoio ad ogni stazione di rifornimento, perché il percorso era completamente deserto, nessun segno umano o acqua, i telefoni non avevano campo. Arriviamo al primo distributore con la lancetta della benzina sul rosso e tiriamo un sospiro di sollievo…

Giungiamo al "dito" della Corsica, ovvero quella sorta di penisola che si protende in alto come un dito indice. Arrivare a Cap Corse e osservare dall'alto le coste Est ed Ovest dell'isola è un'esperienza da provare. Regione aspra e selvaggia, viene spesso definita l'isola nell'isola.

 

un vecchio mulino segna il punto esatto a metà tra le due coste

 

Il dito della Corsica è molto suggestivo, mare e montagna si intersecano 

 

Paesini di pescatori ci offrono l'occasione ideale per zuppe di pesce corse, che si alternano a paesini arroccati sulle alture

 

Passiamo gli ultimi giorni in un campeggio nei pressi di Bastia,

prima di imbarcarci nuovamente per Livorno. Una disavventura al momento dell'imbarco ci ha fatto quasi rimanere a terra: la batteria ha deciso di abbandonarmi e non c'è stato verso di convincere il capitano del traghetto a spingere la moto all'interno. Per fortuna un camperista di Trento aveva con sé i cavetti e in un modo o nell'altro siamo riusciti a far ripartire il motore!

Considerazioni finali: la Corsica è un'isola molto selvaggia, riservata agli amanti della natura (come noi) ma anche a chi vuole scoprire antichi e suggestivi paesini. Le strade sono meravigliose e per questo consiglio di viaggiare il più possibile, ovviamente in moto perché le due ruote regalano libertà e divertimento!

Romantische Strasse e Foresta Nera in motocicletta
Germania - Cosa vedere

17 Agosto 2009 ore 7.00:  la stazione di Bolzano è semideserta e il cielo ha il colore di un vecchio TV sintonizzato su un canale morto. Recuperiamo la moto a seguito e dopo aver fatto colazione ci allontaniamo dall'Italia verso la prima tappa della Romantische Strasse, Füssen. Passiamo per Innsbruck (Austria) quasi senza fermarci e dopo un veloce tragitto autostradale attraverso le alpi bavaresi inziamo a percorrere le verdissime lande tedesche. Dolci colline si susseguono, pascoli punteggiati di casupole dai tetti acuminati, attrezzi agricoli e vacche ben pasciute. Inoltre una piacevole scoperta, una presenza che ci accompagnerà per quasi tutto il viaggio: sul lato della strada c'è una pista ciclabile che ospita cicloturisti di tutta europa a perdita d'occhio! Intere famiglie con tanto di bambini su mountain bike della loro misura e carrozzelle per neonati trainati dai genitori, alcuni addirittura con cani al seguito! Sogghignamo pensando ai genitori italoti che con un solo figlio sono costretti alle vacanze "all inclusive" nei villaggi; in Germania l'ansia e la preoccupazione per i figli è molto più sotto controllo e i bambini vengono coinvolti fin da piccolissimi nelle vacanze-avventura che tanto piacciono ai tedeschi! 

Nel pomeriggio arriviamo finalmente a Füssen e dopo qualche ricerca troviamo un B&B con una stanza libera. L'anzianissima signora che lo gestisce sembra molto interessata alla nostra moto, dice "kuud moto, ja" e studia con attenzione il sedile del passeggero. Non parla una parola di inglese ma capisce il mio tedesco maccheronico (aggiungo EN ad ogni fine parola…), le spiego come si appoggiano i piedi e dove tenersi per non cadere. Per qualche istante ho l'impressione che voglia chiedermi di fare un giretto, ma poi ci accompagna alla nostra stanza.

Füssen è una cittadina molto caratteristica, molto turistica come tutte le città della Romantische Strasse. Case color pastello con tetti perennemente aguzzi, selciato simil-medievale e gelaterie a gogo.

Per la cena scegliamo un ristorante molto caratteristico che serve tutte le pietanze e le birre in piatti e brocche in coccio. Appena ci sediamo due castellane ci legano dei bavaglini al collo per non sporcarci, molto pittoresco.

Fuori dal ristorante non resisto alla tentazione di provare una gogna autentica

La giornata seguente è dedicata ai celeberrimi castelli della zona: Neuschwanstein e Hohenschwangau. Il primo è conosciuto da tutti i bambini del mondo perché è servito da modello per il logo della Disney

la coda interminabile per prendere i biglietti è ampiamente ripagata: l'interno del castello è magnifico, anche se un tantino "artificioso" ed è l'emblema di quel che una mente folle può realizzare quando possiede risorse e potere. Neuschwanstein infatti non è un vero castello medievale, bensì una sontuosa riproduzione che l'eccentrico Re Ludwig II di Baviera volle realizzare in omaggio al glorioso e romantico passato germanico. Entusiasta delle opere di Wagner e della storia medievale, volle realizzare una sorta di castello delle favole in cui fantasticare romantiche avventure; purtroppo per lui, la morte lo colse prima che il castello fosse terminato, tra l'altro in circostanze misteriosissime… 

Il secondo castello, Hohenschwangau, è invece autenticamente medievale. 

Costruito in epoca antecedente all'anno Mille, fu riscoperto dal padre di Ludwig II e ristrutturato, conservando l'impianto originale. La forma è più tozza ed essenziale di Neuschwanstein, una vera e propria fortezza. Inutile dire che per me è stato più godibile del primo per via del mio interesse per la storia del medioevo e per i castelli in particolare. Tra una visita e l'altra abbiamo assaggiato dei meravigliosi brezel e qualche wrustel!

Il caldo è soffocante e troviamo refrigerio nel torrente ai piedi del castello.

Il giorno seguente ci rimettiamo in viaggio, destinazione Augusburg. L'onnipresente pista ciclabile ci ricorda di trovarci in Germania, perché per il resto la strada ha ripreso sembianze più familiari; tra l'altro ho scoperto con una certa apprensione che in molti tratti autostradali i limiti di velocita… non esistono! Pur avendo una moto di grossa cilindrata non amo correre e dalla corsia lenta osserviamo centinaia di BMW sorpassare a 200 e passa km/h. La rotta della Romantische Strasse è disseminata di cartelli che indicano l'appartenenza o meno di una località al percorso, decidiamo di attenerci almeno per il momento!

Augusburg non ci entusiasma: sicuramente una città splendida, ben curata e con architetture interessanti ma un po' troppo "metropoli" per gli obiettivi del nostro viaggio, cosi dopo una visita della piazza centrale

decidiamo di cercare da dormire altrove e ci allontaniamo velocemente in direzione nord, abbandonando del tutto anche l'idea della visita a Monaco per gli stessi motivi; sarà per un altro viaggio, con un altro spirito.

La giornata volge al termine e grazie al navigatore montato sul cupolino raggiungiamo senza troppe difficoltà la ridente cittadina di Donauwörth; come al solito mando Romina ad informarsi all'ufficio del turismo per la sistemazione (voglio che superi la sua paura per i tedeschi e sciolga un po' il suo inglese) che con una telefonata avvertono un B&B del posto del nostro arrivo. Il posto sembra più una casa famiglia (vicino a una fabbrica di elicotteri!), ben arredato e con tutti i comfort! 

Prima di cena facciamo un giro del paesino medievale, che si visita in un'ora. L'attrazione principale in realtà è la presenza del Danubio, con i caratteristici ponticelli che portano da una parte all'altra della città.

A cena non c'è molto da scegliere, l'unico posto aperto è un ristorante italiano(!). Il cameriere sembra commosso mentre ci illustra il menù nella sua lingua madre; dalla cucina arrivano parolacce e bestemmie in napoletano stretto, essendo gli unici italiani solo noi sorridiamo imbarazzati…

La mattina seguente scegliamo di fare colazione in terrazza vista Danubio. Purtoppo, non appena apro la confezione della crema di wrustel da mettere sul pane nero, arriva uno sciame di vespe agguerritissime e in quel momento si svolge una delle scene più indimenticabili della vacanza: il nostro ospite Fritz (non ricordo come si chiamasse realmente, comunque chiamavo tutti i tedeschi Fritz) si accorge delle intruse e con una gotturale imprecazione teutonica si lancia in una spietata caccia alle vespe con il suo micidiale infradito! Era già a buon punto quando il ragazzo alla pari giapponese che ci stava portando il caffé si accorge della situazione e dopo aver recuperato uno schiacciamosche inizia ad agire con fare di samurai, sterminando le vespe rimaste con freddezza e professionalità! Gentilissimi e implacabili ci fanno gesto che ora possiamo proseguire la colazione.

Prima della partenza il ragazzo giapponese ci regala due origami a forma di insetto che celebrano la battaglia della mattina. Ancora adesso li teniamo sulla nostra libreria in bella vista! :-) 

In mattinata giungiamo ad Harburg che vanta uno schloss, o castello, tra i più interessanti del percorso e un Altstadt medievale molto suggestivo. Seguiamo le indicazioni e arriviamo all'antichissimo Schloss. La visita guidata è in inglese e in tedesco, le cose più interessanti: la polveriera e la prigione. 

Questo pozzo nella foto è profondissimo e pare che ancora non è chiaro con quale tecnologia sia stato scavato. Un po' come le piramidi egizie insomma!

Nel pomeriggio siamo a Nördlingen con architetture medievali preziosissime e perfettamente conservate, peccato per i divieti di parcheggio disseminati per tutto il centro! Il modo migliore per osservare la città è dalla torre Daniel; da quassù è possibile verificare la forma perfettamente sferica delle mura, che si spiega col fatto che sono state edificate all'interno di un cratere formatosi in epoche preistoriche a causa della caduta di un meteorite. Gli opuscoli informativi spiegano infatti la storia dell'eccezionale scoperta avvenuta negli anni '60 dello scorso secolo. Dalla torre si vede anche la tardogotica Sankt Georgskirche del diciottesimo secolo, uno spettacolo!

Il giorno seguente visitiamo la cittadina di Dinkelsbühl, anch'essa totalmente conservata dall'epoca medievale. Case a graticcio si alternano, nei negozi prodotti alimentari tipici sono una gioia per gli occhi e per l'olfatto. Pagnotte nerissime, brezel giganti, prodotti da forno di tutti i generi appena sfornati e messi in bella vista fuori dalle panetterie. Ci fermiamo ad un pub all'aperto per un birrone, visto che  da alcuni giorni abbiamo preso la teutonica abitudine della spina media ghiacciata a metà pomeriggio! 

Dopo una capatina a Feuchtwangen, che ha una deliziosa fontana nella marketplatz principale, la Rothenbrunnen, puntiamo su Rothenburg ob der Tauber (sul fiume Tauber), la città medievale meglio conservata al mondo! Entrando da una delle porte fortificate siamo subito suggestionati dai tortuosissimi viottoli acciottolati, fiancheggiati da tozze ma eleganti casette in ordine sparso. Entriamo in una locanda dall'insegna in ferro battuto e ci sistemiamo per la notte. Per cena andiamo in un ristorante consigliato dalla locandiera, dove ordiniamo quello che è ormai il nostro piatto preferito: spätzle ai formaggi con carni miste, verdure, salsette varie e frutti di bosco, il tutto annaffiato dalla meravigliosa birra tedesca! In germania ogni regione ha la sua birra locale, un po' come il vino in Italia, e può essere degustata sempre molto fresca. Essendo più leggera e meno gassata di quella italiana, la nostra media per serata era ormai di 1L e mezzo (che andava a sommarsi al birrone pomeridiano ovviamente ;-))

La nostra permanenza a Rothenburg si è protratta qualche giorno a causa di una fitta pioggia, che io ho salutato con gioia perché ha liberato l'aria da una temperatura per me troppo elevata.

Lo splendido stato di conservazione della città, che non ha subito quasi danni nella seconda guerra mondiale a differenza di moltissime altre località storiche della Germania, lo dobbiamo ad un generale americano innamoratosi della cittadina il quale riuscì ad impedire i bombardamenti. Dopo aver visitato il Rathaus gotico (in cui ho notato significativi simboli massoni, mah!) abbiamo scoperto il più grande negozio al mondo di oggettistica natalizia: un paradiso per i bambini e gli adulti appassionati del natale, centiaia di alberi, personaggi di presepi, addobbi di ogni foggia e colore, luci, accessori di ogni genere, nani, fate e maschere. Io mi sono stufato dopo una mezzora che giravamo tra i piani, ma per portare via la mia compagna ho dovuto proporre una merenda a base di "palle di Rothenburg". Queste palle sono prodotti dolciari da forno fatti con una pastella simile a quella delle nostre "frappe", fritte e aromatizzato in vari modi (ricoperte di cioccolato, cannella, frutta secca…) 

      

Un pomeriggio abbiamo percorso, sotto la pioggia, l'intero muro di cinta e mi sono anche cimentato a difendere la città dalle invasioni col mio manico d'ombrello attraverso una delle apposite feritoie ;-)

Da non perdere il museo della guerra dei trent'anni! Armature, cannoni, armi di ogni genere e riproduzioni di scene con manichini realistitci; nelle segrete ho provato a immedesimarmi nel ruolo del prigioniero politico.

A questo punto del viaggio, per completare il percorso della Romantische Strasse avremmo dovuto proseguire verso nord fino a Würzburg; tuttavia, stanchi e desiderosi di lasciare questo percorso un po' troppo turistico e stanchi di cambiare continuamente città, abbiamo deciso di puntare verso le verdi lande della Foresta Nera per rilassarci in una delle numerose località termali. Cosi abbiamo puntato verso Ovest con obiettivo Baden Baden.

Dopo un lungo tratto di strada molto paesaggistico attraverso i tratti iniziali della Foresta Nera, siamo arrivati a destinazione. Baden Baden è una sorta di Fiuggi teutonica, con migliaia di arzilli pensionati che girano per le strade. Decidiamo che è un po' troppo over 70 per noi e puntiamo su Freudenstadt che è anche un po' più abbordabile come prezzi. Come tutte le località della Foresta Nera, anche qui la città è completamente immersa nei boschi! Rimaniamo qualche giorno usufruendo del centro benessere nel residence consigliatoci dall'ufficio del turismo, alternando delle gite in mountain bike nel cuore dei boschi

alle pappate nel Beargarden locale, che ci serve dei piatti di inimmaginabile quantità con birra spinata direttamente dalle botti che si trovano all'esterno del locale attraverso un complicato percorso dei tubi di rame che attraversano il locale

Lasciamo Freudenstadt a malincuore e iniziamo un girovagare attraverso una miriade di paesini immersi tra pascoli e boschi

 

tra cui Alpirsbach, dove producono l'omonima birra con tanto di museo della birra,

Abbiamo fatto una interessante deviazione a Gutach, dove è stato ricreato un villaggio medievale per uso e consumo dei turisti che intendono rivivere la vera atmosfera dei villaggi tedeschi di mille anni fa; il mulino, la segheria, le case, tutto è stato realizzato usando reperti originali e/o ricostruiti fedelmente

solito birrone e via verso il centro della Foresta Nera!

Gengenbach è talmente immersa nei boschi che gli alberi sembrano volersi riprendere gli spazi, allungandosi verso le case o ombreggiando le strade tutto intorno; il torrente che lo attraversa è molto suggestivo, con le case che arrivano praticamente sulla riva.

Le strade che collegano le cittadine, oltre ad essere suggestive, sono tutte curve e l'asfalto perfettamente curato… insomma una manna per le mie manie motociclistiche che mi permettono di piegare ripetutamente zigzagando tra animali selvatici e pecore!

Triberg è la città degli orologi a cucù: qui sono stati inventati e se ne trovano ovunque in modo ossessivo, soprattutto tra i gadget per turisti. Abbiamo alloggiato in un B&B gestito da un… orologiaio che a tempo perso ospita turisti ma come vero lavoro costruisce e vende orologi di ogni tipo (soprattutto a cucù ovviamente). Altra straordinaria invenzione di Triberg è la famosa Torta Foresta Nera: un dolce imponente, che si innalza per 10 cm su strati di cioccolata e panna! Il nipote del suo inventore ci ha fatto accomodare nel suo locale e ci ha consigliato un ottimo vino dolce d'accompagno. Altro primato di Triberg, le cascate più alte della Germania: niente a che vedere con le Marmore, ma la visita ci permette di fare una bellissima escursione di trekking e di tirare un po' di noccioline agli scoiattoli.

Finalmente arriviamo a Friburgo, la località più famosa della regione. Friburgo è una città assolutamente magica, con il suo Munster costruito in arenaria ROSA talmente enorme da non entrare nell'obiettivo della macchina fotografica

vicoli caratteristici con piante rampicanti che passano da una parte all'altra della strada

e gli onnipresenti canaletti che attraversano tutte le vie della città. Sembrano divertenti, infatti i bambini si divertono un mondo a giocare con l'acqua, eppure dopo qualche birrone potrebbero diventare delle trappole mortali, attenzione!

Qui a Friburgo ho assistito ad una scena di bevute veramente memorabile. Stavo bevendomi il solito birrone pomeridiano, accanto ad una simpatica comitiva di vegliardi 70/80enni che mentre finivo il mio boccale erano gia arrivati al terzo; se inizialmente sono stato colto da un sano spirito di competizione, ordinando un secondo boccale, ho desistito quando alcuni della comitiva sono passati al quarto. Ma non è tutto! Leggermente brillo sono salito in stanza per un pisolino e quando, dopo quasi 3 ore, sono ripassato davanti allo stesso locale ho visto gli stessi anziani avventori crogiolarsi nei loro ennesimi birroni appena spinati! Bah, roba da crucchi!

Abbandoniamo Friburgo e la Foresta Nera con un certo dispiacere, per dirigerci verso l'ultima tappa del viaggio: il lago di Costanza. Il percorso è stato come sempre molto piacevole e panoramico, chiaramente meno boscoso e più "campestre".

Lindau è una località molto piacevole e riposante, forse un po' troppo turistica per i nostri gusti e anche la più cara dell'intero viaggio! Abbiamo passato qualche giorno a riposarci e giocare coi cigni

ma devo dire onestamente che non ci tornerei; è un posto un po' noiosetto!

31 Agosto: da Lindau il viaggio di ritorno verso Bolzano è stato molto lungo: 450 km attraverso le alpi bavaresi, i paesaggi mozzafiato ci hanno ripagato delle 8 ore di curve senza sosta! A Bolzano abbiamo potuto caricare di nuovo la moto in treno e tornare a casa.

 

 Considerazioni finali: viaggio stupendo, in Germania le persone sono cordialissime coi turisti e quasi tutti parlano inglese. La sorpresa più piacevole è stato il mangiare: prima di partire eravamo rassegnati all'idea che avremmo mangiato schifezze, come in Inghilterra, invece il cibo è buonissimo e saporito (se non si sta attenti forse un po' pesante). Se dovessimo tornare probabilmente opteremmo per Foresta Nera e basta, riposante e a contatto pieno con la natura. Cmq viaggio memorabile, consiglio a tutti ovviamente di farlo in moto per godere appieno della libertà nei movimenti e della fruizione completa e senza limiti dei paesaggi circostanti... e poi ci si diverte un sacco!

Da Roma ai Passi del Parco Nazionale dello Stelvio e ritorno in tre giorni
Italia - Itinerari/Curiosità

Foto di Damian Morys Foto

Oggi voglio raccontarvi di un viaggio in moto che ho fatto diversi anni fa, avente come meta lo Stelvio.

L’itinerario previsto era il seguente:

Roma Firenze Passo delle Futa - Autostrada - Merano - Passo dello StelvioBormio - Santa Caterina Valfurva - Passo di Gavia - Ponte di Legno - Passo del Tonale - Madonna di Campiglio - Trento - SS12 - Passo della Futa - Cassia – Roma.


Eravamo un gruppo di amici e la partenza era stata stabilita per venerdì mattina alle 8.00. Come al solito, quando ci si dà un appuntamento tra motociclisti, non si riesce mai a partire puntuali: c’è sempre chi arriva e deve ancora fare colazione, chi deve mettere benzina e così via.

Alle 9.00 è finalmente arrivata l’ora della partenza. Decidiamo di prendere la Cassia, perché lungo la strada dovevamo raccogliere altri due motociclisti.
Sul raccordo Siena - Firenze abbiamo aperto un po’ di più il gas, fino a quando non abbiamo sorpassato una pattuglia ferma con l’autovelox – purtroppo in ritardo! Due di noi si sono visti recapitare a casa la multa qualche tempo dopo. Inconvenienti del mestiere!

Giungiamo a velocità di codice a Firenze e ci dirigiamo verso il Passo della Futa, uno dei luoghi preferiti dai motociclisti.

Purtroppo, ai tempi non avevo ancora una grande esperienza motociclista e le curve non mi venivano proprio fluide, ma verso l’ora di pranzo abbiamo raggiunto il passo. Qui ci siamo rifocillati con un bel panino con la finocchiona, accompagnato da una birra. Sigaretta e poi, via…

La discesa dopo la Raticosa è completamente diversa dalla strada che abbiamo fatto in salita, le curve sono fantastiche e l’asfalto è splendido. Che strada spettacolare!
Giunti nei pressi di Bologna, guadagniamo la tangenziale e decidiamo d’imboccare l’autostrada, perché di strada ne dobbiamo fare ancora tanta.
Sulla A22 troviamo un traffico simile a quello che avremmo potuto trovare sul Raccordo Anulare di Roma.
Alle 18.00 siamo dalle parti di Merano, dove troviamo un albergo molto accogliente in cui passare la notte.
Dopo una gustosa cena a base di stinchi di maiale, wurstel, crauti e tanta birra, ci buttiamo ciascuno nei propri letti, per goderci il sonno che c’eravamo guadagnati con quella giornata e che ci sarebbe servito per il giorno successivo.

Peccato che ci svegliamo con un acquazzone tremendo. Nonostante questo, decidiamo di partire e iniziamo a conquistare il salitone. Più saliamo e più il tempo peggiora: acqua, neve e alla fine anche ghiaccio sulla visiera. Non vediamo veramente più nulla.
Arriviamo in cima e qui una cioccolata calda e un panino canonico con wurstel e crauti non ce li toglie nessuno!

Riprendiamo le moto e puntiamo verso la discesa sul versante lombardo, per prepararci all’attacco del Gavia, uno dei passi più difficili. In questo caso era ancora più difficile a causa di lavori in corso sulla carreggiata, non più larga di tre metri. Nonostante l’acqua e la strada coperta di fango, arriviamo interi e felici e ci sfamiamo con un gustoso piatto di pizzoccheri.

Prendiamo la discesa verso Ponte di Legno; la strada diventa ancora più stretta di quella già percorsa e la pendenza raggiunge il 16% - fortunatamente ha smesso di piovere! Ora ci possiamo godere i panorami e l’aria strepitosa di queste zone.
L’asfalto della strada verso il Tonale è ottimo, la carreggiata è più larga e le curve sono dolci e divertenti da percorrere.


Proseguiamo il nostro viaggio passando per Madonna di Campiglio e, invece di tagliare verso Trento, come inizialmente avevamo previsto, arriviamo a Riva del Garda per andare poi a riprendere l’autostrada a Rovereto.
L’arrivo a Riva del Garda ci regala un panorama mozzafiato: passata una curva si apre la montagna mostrando l’inizio del lago con lo splendido paesino sotto. Ci fermiamo per goderci questo spettacolo e scattiamo qualche foto.
A Rovereto riprendiamo l’autostrada in direzione Mantova, dove avevamo deciso di fermarci a dormire. Mantova è una città veramente bella, ricca e di gusto, sia dal punto di vista architettonico sia per quello che era esposto nelle vetrine dei negozi. Peccato che l’albergo non fosse in linea con lo stile della città; ma eravamo troppo stanchi per andare in cerca di un altro posto. Dopo una piacevole cena all’aperto, andiamo a dormire, stravolti dalla stanchezza.

Il mattino dopo ripartiamo prendendo la statale fino a Ferrara e poi Bologna, dove ci dirigiamo verso la futa; che spasso!
Non avevo mai guidato con tanta scioltezza: fino alla Raticosa ho veramente ripulito tutte le bave delle gomme e fatto strillare il motore come non avevo mai fatto prima! Ero veramente soddisfatto.

In cima ci siamo goduti un bel pranzo e qualche bottiglia di vino. Chiaramente poi ci siamo riposati qualche oretta, sdraiati sull’erba; a metà pomeriggio siamo ripartiti per tornare in tutta tranquillità ognuno alla propria casa.
E’ stato veramente un bel viaggio, stancate ma con tante soddisfazioni. A quello poi ne sono seguiti molti altri, che vi racconterò in qualche altro momento.

Motor Bike Expo 2011
Verona - Cosa vedere

Manca pochissimo (21-22-23/01) a uno degli eventi annuali più importanti per i motociclisti, ovvero il Motor Bike Expo 2011. Ogni anno prenoto i biglietti e il viaggio con ampio anticipo, perché non voglio assolutamente perdermi queste tre giornate di full immersion fra moto, accessori e, come ogni fiera motociclistica che si rispetti, ragazze dal sorriso bellissimo (non solo il sorriso…)!

Inutile che vi riporti qui l’elenco degli espositori, perché è veramente lunghissimo e facile da trovare sul sito ufficiale della fiera: www.motorbikeexpo.it.

La caratteristica che maggiormente apprezzo di questa mostra è il fatto che permetta di acquistare molte delle cose esposte, cosa che invece non è possibile all’EICMA, il Salone annuale del Ciclo e del Motociclo, che si tiene ogni anno a Milano.

Essendo un appassionato di moto, apprezzo molto tutte le novità tecnologiche e le curiosità che scopro ogni anno alla mostra, di cui sulle riviste di settore non sempre trovo notizie approfondite.

Quando riesco ad andare al Motor Bike per più giorni, cerco di seguire anche qualche conferenza. Quest’anno m’interessa molto quella sull’"Eco-Racing", dedicata alle batterie ad alta capacità e alle leghe in magnesio ultraleggere. Questi temi sono molto interessanti per chi, come me, ha una moto acchittata esclusivamente per la pista, per la quale cerca sempre nuovi accessori, più performanti.

Le aree esterne che ospiteranno le attività sportive e dimostrative del Motor Bike Expo 2011 saranno tre, suddivise per aree "tematiche":

Area A: dedicata al Trial Indoor, Trial Acrobatico, BMX e Quad Acrobatico.

Area B: dedicata a prove di scooter elettrici E-TROPOLIS, selezione piloti Mini GP2 Trofeo METRAKIT ed esibizioni degli Scooter del Trofeo MALOSSI.

Aree C/D: dedicate a esibizioni di Supermoto, Minimotard, Test Drive, Stuntmen, Drifting e Freestyle Auto e Moto.

In occasione della fiera è previsto anche il ritorno del grande Graziano Rossi per una spettacolare esibizione di Drifting Auto.

Il Motor Bike Expo rappresenta anche l’occasione d'incontrare altri motociclisti, molti dei quali conosco solo attraverso forum dedicati. Ogni anno conosco nuovi iscritti del forum e la fiera diventa il nostro punto d’incontro. Durante il giorno giriamo da uno stand all’altro, commentando tutto quanto susciti il nostro interesse, mangiamo qualcosa al self service della fiera oppure un panino acquistato da uno degli stand e la sera organizziamo una cena in un ristorante di Verona, in cui assaggiare la cucina tipica del posto; vi assicuro che da quelle parti si mangia veramente bene e non c’è assolutamente bisogno di allontanarsi troppo dalla zona fiera!

Arrivare alla fiera non è difficile, sia che si giunga con il mezzo proprio, auto o moto che sia, sia che invece si usufruisca dei mezzi pubblici.

Dall’autostrada

Chi arriva dall’A22 del Brennero deve uscire al casello di Verona Nord.

Chi giunge dall’A4 Milano –Venezia deve uscire al casello di Verona Sud.

In Autobus

Sono tre le linee degli autobus che portano alla fiera: la linea 21 (Fermata di Via Agricoltura), la 61 e la 83 (entrambe con fermata in V.le del Lavoro.)

In aereo

Il percorso tra l’aeroporto e la fiera è di soli 10 minuti, con un costo del taxi che si aggira intorno ai 16,00 euro.

Sul sito della Fiera trovate tutte le informazioni necessarie per passare tre giorni che vi faranno venire una gran voglia di modificare da cima a fondo la vostra moto!

Visita alla reggia di Charlottenburg a Berlino
Berlino - Cosa vedere

Nonostante Ie distruzioni della seconda guerra mondiale, la Reggia Charlottenburg consente di rivivere la cultura della corte degli Hohenzollern dal XVII secolo ai primi anni del XX secolo. La reggia e il suo parco sono il risultato dell' ampliamento della Residenza Lietzenburg, la casa di piacere costruita dal 1695 al 1699 per la consorte del principe elettore, Sofia Carlotta di Brandeburgo, secondo il progetto di Arnold Nering. 

 

II parco rappresentava il primo esempio di giardino del Barocco francese realizzato in Germania nello stile di Le Notre. Dopo l'incoronazione di Federico I nel 1701, iniziarono grandi opere di trasformazione ed ampliamento. Ancora oggi e possibile ammirare Ie stanze barocche, come la Sala delle Porcellane e la Cappella, la cui struttura originaria e stata ampiamente ripristinata. 

 

La Reggia Charlottenburg era inoltre la residenza estiva prediletta di Federico Guglielmo III e la moglie, la regina Luisa, che abitava nella parte occidentale dell'Ala Nuova, nell'ex Appartamento Invernale del suocero, Federico Guglielmo II. Nel 1810 Karl Friedrich Schinkel, il geniale architetto prussiano, fu incaricato di realizzare la Nuova Camera da Letto della regina. 

quasi 2 anni fa
gattomannaro it, users, show, commented Romantische Strasse e Foresta Nera in motociclettaRomantische Strasse e Foresta Nera in motocicletta

Si ma ti consiglierei anche un po' di mtb o trekking da abbinare, altrimenti ti viene la panza da tedesco ;)

quasi 2 anni fa
gattomannaro it, users, show, commented Romantische Strasse e Foresta Nera in motociclettaRomantische Strasse e Foresta Nera in motocicletta

Guarda noi abbiamo impiegato 14 giorni e cambiavamo posto quasi ogni giorno. Per una settimana soltanto ti consiglierei di scegliere tra uno dei due percorsi; se ti piacciono i castelli, centri storici medievali e non ti disturba il turismo "di massa" vai tranquilla per la Romantische Strasse. Se invece vuoi fare qualcosa di più naturalistico e riposante, Foresta Nera!

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