Capperi che isola!
Salina - Itinerari/Curiosità

Se è vero che i profumi restano impressi più delle immagini, ciò che riporto indietro da Salina è il profumo del cappero, del suo frutto (i cucunci) e dei suoi fiori.
Le Eolie restano un vero spettacolo per tutti i sensi: ogni volta che si approda in un’isola di questo splendido arcipelago incastonato tra Calabria e Sicilia, si scopre un mondo.


E Salina ne è la prova tangibile: l’approdo a Santa Marina mi ha accolto con i suoni, i colori e, appunto, i profumi del mare della terra. Ma è solo l’inizio! La ragione suggerirebbe di muoversi in barca (i noleggi di gommoni si trovano ovunque), ma io ho optato per lo scooter. L’isola infatti è piuttosto grande e ricca di sorprese.


A cominciare dai suoi piccoli riti: il pane “cunzato” (letteralmente, condito) di Alfredo nel borghetto di Lingua, la risposta eoliana a pizza – di cui ha la forma e la grandezza - e bruschette – di cui ha la consistenza e la meraviglia dei condimenti. Io ne ho assaggiato di tutti i tipi, non privandomi del goloso seguito della granita artigianale: quella di pistacchio è un’esperienza mistico-sensoriale!
Il tutto incorniciato dalla vista della prospiciente Lipari.

Al primo rito ne ho fatti seguire altri: l’aperitivo in terrazza a Malfa, davanti a Stromboli e Panarea, il bagno nella sabbia nera di Rinella, la vista dei cappereti e dei vigneti di malvasia a Valdichiesa, una visita al paesino di Pollara, un luogo lontano da tutto e lontano nel tempo, ultimo palcoscenico di Massimo Troisi ne Il Postino. Ma anche palcoscenico naturale degli elementi: il sole al tramonto che si tuffa nel mare e crea lo sfondo rosaceo dove sono stati dipinti i profili di Filicudi e Alicudi.

Nemmeno Gaugin avrebbe saputo fare di meglio! 

Un tuffo nel vulcano
Stromboli - Itinerari/Curiosità

Dopo alcuni viaggi alle Eolie in cui ho visitato Lipari, Panarea, Salina, ho deciso di affrontare il mostro e di approdare a Stromboli.


La vista dell’isola, ma sarebbe meglio dire del cono vulcanico che emerge dal mare, incute timore e rispetto ma, soprattutto, ti pervade di fascino. Il fascino della natura e della sua potenza, così come della sua ineguagliabile bellezza.
Dopo pochi istanti dal mio approdo alla marina di Scari, ero di nuovo a bordo, stavolta di una piccola imbarcazione (sono numerose le offerte di giro in barca dell’isola), per circumnavigare l’isola e Iddu, come gli isolani chiamano il vulcano, cioè semplicemente “lui”.

E’ stato fantastico vedere come il vulcano abbia modellato l’isola, le sue spiagge di pomice rossa e nera, i costoni ricoperti di cenere, contrasto unico con il blu cobalto del mare. E, al contempo, l’opera ardita dell’uomo: i terrazzamenti di malvasia, il borgo scosceso di Ginostra, i sentieri tracciati fino alla sommità del cratere e percorsi, ancora oggi, a dorso di mulo (un’esperienza unica per gli amanti del trekking).

La barca si è fermata proprio sotto la Sciara del fuoco, dove Iddu sbuffa vapori e cenere e spruzza lapilli di continuo e dove ho fatto uno dei più emozionanti tuffi della mia vita. Poi, un bagno a Strombolicchio, l’enorme scoglio di fronte all’isola, che gli stromboliani chiamano con affetto “A petra”, il sasso.

E dopo tante emozioni? Mi è venuta fame! E’ valsa proprio la pena di salire a piedi fino alla piazza della Chiesa e alla sua terrazza con vista mozzafiato per gustare un succulento arancino al ragù. Se poi ci mettete che su quella terrazza si sono innamorati Roberto Rossellini e Ingrid Bergman…

oltre un anno fa
sergio it, users, show, commented Conoscere l'Africa: lo zighinìConoscere l'Africa: lo zighinì

Ai più intraprendenti ai fornelli consiglio di preparare l'injera con le proprie mani, io dopo qualche tentativo ci sono riuscito e vi garantisco che è tutta un'altra cosa!

oltre un anno fa
sergio it, users, show, commented Girovagando per la NormandiaGirovagando per la Normandia

Il tuo racconto mi ha fatto tornare in mente il profumo e la dolcezza del Calvados, distillato che nasce proprio nella regione della Normandia da cui prende il nome. Consiglio a tutti di non perdere un assaggio di questa prelibata acquavite prodotta con le mele da sidro che si coltivano in questa zona.

oltre un anno fa
sergio it, users, show, commented Un tuffo nel vulcanoUn tuffo nel vulcano

Anche io ricordavo così, ma ho letto che nel 2009 il vulcano è tornato a farsi sentire... Ciao!

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